M.O.: DOHA, SI CHIUDE IL VERTICE DELLA DISCORDIA
M.O.: DOHA, SI CHIUDE IL VERTICE DELLA DISCORDIA

Doha, 18 nov. (Adnkronos/Dpa)- Si e' concluso senza squilli di tromba il vertice economico di Doha. E non poteva essere altrimenti visto il boicottaggio deciso da diversi Paesi arabi, Egitto in testa, preoccupati che la loro presenza nel Qatar avrebbe in un modo o nell'altro permesso ad Israele di ottenere benefici dal summit a dispetto della politica adottata dal suo governo nei confronti del processo di pace con i palestinesi.

Nella dichiarazione finale, firmata anche dagli Stati Uniti, i Paesi partecipanti al vertice hanno chiesto ad Israele di ritirarsi dalla Cisgiordania e di porre fine alla chiusura dei Territori autonomi. Oltre ad Israele e Qatar, solo sei Paesi arabi, Giordania, Oman, Yemen, Tunisia, Kuwait e Mauritania, hanno partecipato al summit. Assiema ad Egitto ed Autorita' nazionale palestinese, per protestare contro la politica israeliana, hanno disertato il summit Paesi di primo piano nella regione, tra cui Marocco, Arabia Saudita e Siria: in compenso, a Doha sono giunte delegazioni europee, degli Stati Uniti -rappresentati dal segretario di Stato, Madeleine Albright- del Canada e di molti Stati asiatici.

Organizzata allo scopo di permettere lo sviluppo di strette relazioni economiche e commerciali tra Israele ed i Paesi arabi, i risultati della conferenza di Doha sono stati decisamente scarsi. Di fatto l'unico accordo e' stato concluso tra lo Stato ebraico e la Giordania per la creazione di una zona industriale comune nella citta' giordana di Irbid. Lo scorso anno il presidente americano Bill Clinton aveva annunciato che i beni prodotti in alcune aree industriali ''qualificate'' avrebbero potuto essere esportati ''duty-free'' negli Stati Uniti, in base agli accordi commerciali preferenziali garantiti da Washington ad Israele e Giordania.

(Neb/Gs/Adnkronos)