CAPITANERIE DI PORTO: AUMENTA IL DISAGIO DEGLI ADDETTI
CAPITANERIE DI PORTO: AUMENTA IL DISAGIO DEGLI ADDETTI
CHIESTI INCONTRI CON IL GOVERNO ED AUTORITA' COMPETENTI

Roma, 21 nov. -(Adnkronos)- Controllano le coste contro lo sbarco dei clandestini; soccorrono persone e mezzi in mare; garantiscono la sicurezza della navigazione; controllano le attivita' dei porti (punti cruciali per la quasi totalita' delle merci di importazione ed esportazione); svolgono funzioni amministrative in materia di diporto nautico e compiti di demanio marittimo, tutela ambientale, polizia marittima.

Sono gli addetti alle capitanerie di porto, discreti ''007'' ma che operano ''in assoluta poverta' di mezzi, di personale e di risorse finanziarie'' e non fruiscono nemmeno dei recuperi compensativi, ''sostitutivi della mancata retribuzione per lavoro straordinario''. Ora la misura e' colma.

I consigli di rappresentanza delle Capitanerie hanno pertanto deciso all'unanimita' di chiedere un incontro con il Comandante Generale del Corpo, Amm. Renato Ferraro, ''per conoscere quali siano le prospettive e le strategie che riguardano il futuro del Corpo; di chiedere un incontro con il Ministro dei Trasporti e della Navigazione, on. Claudio Burlando; di poter incontrare, per il tramite del Cocer Marina ("che finora ha rappresentato le istanze delle Capitanerie di Porto in maniera del tutto inadeguata") il Ministro della Difesa, on.Beniamino Andreatta''.

La situazione dei circa 9mila uomini delle Capitanerie e' stata esaminata, il 18 novembre, dal Consiglio intermedio di rappresentanza in una riunione con i quattordici Consigli di base. Ne e' emerso ''l'intollerabile stato di disagio, morale e materiale, del Corpo''.

E' stata anche sottolineata la ''posizione di inferiorita' materiale e psicologica non essendo il Corpo delle capitanerie di porto incluso ex lege fra le Forze di Polizia'' pur svolgendo funzioni delicate e pericolose.

(Pal/Pn/Adnkronos)