GHEDDAFI: LE ''IMPRESE'' A VIENNA DEL FIGLIO SAIF
GHEDDAFI: LE ''IMPRESE'' A VIENNA DEL FIGLIO SAIF
PASSEGGIATE CON TIGRI E FOTOMODELLE RUSSE

Vienna, 26 nov. (Adnkronos) - Libia 1, Austria 0: non e' l'esito di un incontro calcistico, ma piuttosto il risultato di uno scontro diplomatico tra i due Paesi, temporaneamente risolto in questi giorni e incentrato sulla figura del 26enne Saif al-Islam (''spada dell'Islam''), figlio del leader libico Mohammar al-Gheddafi.

Questi i retroscena: alcuni mesi addietro il giovane Saif aveva deciso di trasferirsi all'estero per dare avvio ai suoi studi universitari. Impresa solo apparentemente di semplice attuazione: Usa e Canada, paesi al vertice dei desideri dell'aspirante universitario, gli hanno infatti rifiutato il visto d'ingresso, bollandolo come ospite indesiderato. Decisione quasi scontata, visto che il padre figura tra i nemici piu' acerrimi dei nordamericani; La stessa sorte ha quindi subito la richiesta di un visto per la Svizzera, anche se con una motivazione diversa: considerando che l'Europa pullula di gruppi di opposizione al regime libico, le autorita' svizzere temevano che la presenza di Saif potesse scatenare la caccia all'uomo.

Il quarto tentativo viene invece coronato da successo, e nel marzo di quest'anno Saif arriva a Vienna, con un vasto entourage di guardie del corpo, autisti, segretari, e due tigri del Bengala, ''Benny'' e ''Fred''. Il permesso di soggiorno e' valido per sei mesi (vale a dire fino al 13 settembre) e Saif, come tutti gli studenti, si lancia con entusiasmo nella ricerca di un alloggio: a differenza della maggiore parte dei suoi coetanei, pero', Saif si installa in un'enorme villa con parco a Dobling, uno dei quartieri piu' esclusivi di Vienna. (segue)

(Nsp/As/Adnkronos)