M.O.: GOVERNO ISRAELIANO DISCUTE RITIRO DALLA CISGIORDANIA (2)
M.O.: GOVERNO ISRAELIANO DISCUTE RITIRO DALLA CISGIORDANIA (2)
USA CONTRO ISRAELE ANCHE A CAUSA CONFERENZA DELL'OCI

(Adnkronos)- Nei giorni scorsi gli Stati Uniti avevano chiesto al premier di ordinare il ritiro da almeno il 14 per cento della fascia C: in caso contrario Washington avrebbe minacciato di denunciare pubblicamente l'intransigenza di Netanyahu.

Secondo quanto scrive oggi il Jerusalem Post, l'offensiva americana nei confronti d'Israele -culmintata con il rifiuto di Clinton di incontrare nei giorni scorsi Netanyahu e di ricevere invece alla Casa Bianca l'ex premeir Shimon Peres e la vedova di Yitzhak Rabin, Leah- nascerebbe anche dalla necessita' di ottenere concessioni dello Stato ebraico per evitare che l'Organizzazione della Conferenza islamica (Oci) la cui riunione e' prevista per il prossimo 9 dicembre a Teheran si trasformi in un foro anti americano.

Secondo il quotidiano e' inoltre assolutamente comprensibile che Arafat respinga la proposta di Netanayhu, che porterebbe al termine della seconda fase del ridispiegamento israeliano sotto il controllo dell'Anp ''solo'' il 35/37 per cento della Cisgiordania, contro il 60/65 per cento deciso con gli accordi di Oslo. Per il quotidiano, maggiore e' il territorio che Arafat riuscira' ad ottenere e maggiore sara' la sua tentazione di annunciare immediatamente ed unilateralmente uno Stato palestinese indipendente.

In ogni caso, i partiti religiosi hanno gia' affermato pubblicamente che se il piano di Netanyahu dovesse essere approvato, allora faranno cadere il governo, che oggi alla Knesset puo' contare su una maggioranza di sei seggi. Poco chiara appara invece la strategia dell'opposizione laburista, divisa tra la necessita' di portare avanti l'ulteriore ritiro militare dalla Cisgiordania, come chiede Yossi Beilin, e la volonta' di andare a nuove elezioni, a cui mira il leader del partito, Ehud Barak.

(Neb/Pe/Adnkronos)