M.O.: GOVERNO ISRAELIANO DISCUTE RITIRO DALLA CISGIORDANIA
M.O.: GOVERNO ISRAELIANO DISCUTE RITIRO DALLA CISGIORDANIA
DESTRA ANNUNCIA VOTO CONTRARIO E MINACCIA IL GOVERNO

Gerusalemme, 26 nov. (Adnkronos)- Quello che si svolgera' oggi all'interno del governo israeliano rischia di essere un inutile ''redde rationem''. Il premier Benyamin Netanyahu presentera' infatti oggi ai suoi ministri il piano che prevede un ulteriore ritiro del sei/otto per cento dalla Cisgiordania in cambio dell'impegno palestinese ad accellerare i negoziati sullo status finale dell'autonomia e della sospensione del terzo ridispiegamento previsto con gli accordi di Oslo.

La riunione odierna rischia pero' di essere solo un gioco delle parti in quanto da una parte Yasser Arafat ha gia' definito la proposta una ''beffa'', dall'altro i ministri del partito nazional religioso hanno gia' chiarito di non volerne sapere di nuovi ridispiegamenti che priverebbero Israele delle colline strategiche che si affacciano sulla valle del Giordano e minerebbero la sicurezza degli insediamenti ebraici. Forte contrarieta' sarebbe stata espressa anche dal ministro dell'Agricoltura, Rafael Eitan.

Riguardo alle critiche palestinesi, i portavoce di Netanyahu hanno affermato che l'offerta israeliana e' stata fraintesa e che in effetti lo Stato ebraico propone ad Arafat un pacchetto che darebbe all'Autorita' nazionale palestinese il controllo sul 35/37 per cento della Cisgiordania. Il 6/8 per cento cui il piano fa riferimento riguarderebbe infatti i territori ancora sotto totale controllo israeliano (la cosiddetta fascia ''C'', il 70 per cento della Cisgiordania) e non alle zone solo parzialmente controllate dallo Stato ebraico (fascia ''B'', il 27 per cento) e comunque incluse nell'offerta. Questa precisazione non ha pero' mutato l'atteggiamento di Arafat, che considera i territori della fascia B gia' acquisiti, e che chiede invece il ritiro da almeno il 30 per cento delle aree ancora sotto totale controllo d'Israele. (segue)

(Neb/Pe/Adnkronos)