M.O.: RITIRO DALLA CISGIORDANIA, GOVERNO ISRAELIANO SI DIVIDE
M.O.: RITIRO DALLA CISGIORDANIA, GOVERNO ISRAELIANO SI DIVIDE
(RIF. N.0094)

Gerusalemme, 26 nov. (Adnkronos/Dpa) - E' stata una tempestosa riunione di governo quella che si e' consumata oggi a Gerusalemme. Il premier Benyamin Netanyahu ha cercato con ogni mezzo di persuadere i suoi ministri ad acettare il piano che prevede il ritiro dello tsahal dal 6/8 per cento delle zone della Cisgiordania ancora sotto totale controllo israeliano in cambio dell'impegno palestinese ad accellerare i negoziati sullo status finale dell'autonomia.

Netanyahu, pur spiegando che questo ritiro e' il ''minore di tutti i mali'', non e' riuscito pero' ad ottenere l'appoggio dei ministri piu' influenti, come Ariel Sharon e Rafael Eitan. ''Uno Stato palestinese si sta formando davanti ai nostri occhi e voi ci state riportando alle frontiere del 1967'', ha tuonato Sharon. Eitan, ministro dell'agricoltura e leader dello Tsomet, ha minacciato di rassegnare le dimissioni se il piano dovesse passare, aggiungendo che ''alcune circostanze giustificano il ritorno alle urne''. Uguale e contrario l'atteggiamento del ministro degli Esteri David Levy, che ancora una volta ha minacciato di lasciare l'incarico se il progetto non dovesse passare. Una nuova seduta del gabinetto, che appare spaccato a meta', e' stata convocata per domenica prossima per prendere una decisione finale.

(Neb/Gs/Adnkronos)