SUDAFRICA: ANCHE UN VESCOVO ACCUSA WINNIE
SUDAFRICA: ANCHE UN VESCOVO ACCUSA WINNIE

Johannesburg, 26 nov. (Adnkronos/Dpa)- In una testimonianza resa tra le lacrime di fronte alla Commissione per la verita' e la riconciliazione (Trc) presieduta dal Nobel per la pace sudafricano Desmond Tutu, il vescovo metodista Peter John Storey si e' unito agli accusatori di Winnie Madikizela-Mandela nel caso che vede la ''madre della nazione'' del movimento antiapartheid di avere ordinato l'uccisione di un giovane. Secondo il vescovo Storey, sarebbe stata la Mandela a ''decidere'' l'assassinio del 14enne Stompie Moeketsi Seipei nel gennaio 1989. Ieri le stesse accuse erano state fatte dall'ex collaboratrice Xoliswa Falati, che venne processata nel 1991 per l'omicidio Seipei insieme alla Mandela, la quale allora fu giudicata colpevole di sequestro ed aggressione e riusci' a farsi commutare la pena da sei anni di prigione ad una semplice ammenda.

Un'altra teste, Maggie Phumile Dlamini, ha accusato l'ex moglie del presidente sudafricano Nelson Mandela di averla aggredita quando era incinta di tre mesi -facendole perdere il figlio- perche' la sospettava di intrattenere una relazione con lo stesso agente del regime dell'apartheid frequentato dalla ''madre della nazione''. La Dlamini ha anche accusato la Mandela di avere fatto uccidere il fratello Tholi. Un'altra teste, Nomsa Shabalala, ha sostenuto che la ''madre della nazione'' fece uccidere il figlio Siboniso, membro delle sue guardie del corpo del ''Mandela United Foorball Club''. Jerry Richardson, capo del Mandela United condannato prima a morte e poi all'ergastolo per l'omicidio di Seipei, ha anche lui dichiarato che fu la Mandela ad ordinare l'omicidio. La Trc ha aperto lunedi' i cinque giorni di sedute dedicate ai crimini commessi dal Mandela United, tra i quali figura anche l'omicidio del noto medico Abu-Baker Asvat, e la Mandela apparira' di fronte alla Commissione venerdi'.

(Lun/Gs/Adnkronos)