35 ORE: ASSE SINDACATI - CONFINDUSTRIA PER LA CONCERTAZIONE (3)
35 ORE: ASSE SINDACATI - CONFINDUSTRIA PER LA CONCERTAZIONE (3)

(Adnkronos) - Del tutto diverso, per Fossa, se la riduzione d'orario venisse richiesta attraverso la contrattazione: ''meglio se a livello aziendale -sottolinea- ma anche nel contratto nazionale se ne potrebbe discutere. Quello che e' da escludere e' che per legge si imponga un orario legale inferiore a quello contrattuale: ne deriverebbe un diluvio di ricorsi al pretore''.

No alla legge impositiva arriva anche da Cgil Cisl e Uil: assente Pietro Larizza perche' impegnato nella campagna congressuale, il numero due della Uil, Adriano Musi, chiede ''una legge di sostegno. Il governo -avverte- dovra'scegliere se stare con chi ha portato il paese in Europa o con chi vuole che l'antagonismo ridiventi il protagonista della relazioni industriali''. Aggiunge Sergio D'Antoni: ''da un lato c'e' il modello di politica dei redditi e di concertazione sancito dall'accordo di luglio, che le parti sociali riconfermano e che vogliono difendere. Dall'altro c'e' la legge sul'orario. Il governo, che e' il terzo pilastro della concertazione, e' ora chiamato a dare prova di coerenza con quel modello. Dunque, la cosa piu' utile sarebbe che il governo prepari un testo sull'orario da offrire alla valutazione di sindacati e Confindustria''.

L'essenziale, insomma, sia per i sindacati che per le imprese, e' non ''ledere l'autonomia delle parti''. In nome della quale la Confindustria sarebbe pronta a dire 'no' anche ai pur consistenti incentivi che la legge sulle 35 ore potrebbe portare alle imprese: ''possiamo discuterne -dice Fossa commentando l'ipotesi di una prima fase di sperimentazione dell'orario ridotto 'incentivato', seguita quindi, dopo una verifica, dalla legge vera e propria- ma con amarezza: perche' alla fine qualcuno dovra' pur pagare. Magari, con un aumento delle tasse''. Piu' drastico il vicepresidente Carlo Callieri: incentivi o non incentivi, la riduzione per legge resta un ''obbligo''. Dunque, conclude, anche quella della sperimentazione incentivata ''non sarebbe una soluzione accettabile''.

(Nnz/Pe/Adnkronos)