ZIMBABWE: HARARE CITTA' FANTASMA
ZIMBABWE: HARARE CITTA' FANTASMA

Harare, 21 gen. (Adnkronos) - Dopo i due giorni di disordini della ''rivolta del pane'', i piu' gravi moti della storia dello Zimbabwe, il centro di Harare si e' trasformato in una citta' fantasma. Per il terzo giorno consecutivo negozi e uffici sono rimasti chiusi, mentre i mezzi di trasporto pubblici sono rimasti nei depositi, costringendo i lavoratori a tornare a piedi nelle loro case nei sobborghi della capitale. L'esercito, mobilitato per impedire i saccheggi, presidia le strade del centro insieme agli agenti antisommossa della polizia, mentre il presidente Robert Mugabe ha convocato il governo in seduta straordinaria alla ''State House''.

Harare non ricordava disordini dell'intensita' degli ultimi giorni dalla rivolta del 1972, quando la citta' si chiamava Salisbury e il Paese era la Rhodesia segregazionista del premier bianco Ian Smith, il cui governo era impegnato a reprimere il movimento di liberazione nero guidato da Mugabe e Joshua Nkomo. Ieri il presidente dello Zimbabwe aveva imputato i disordini ad una ''cospirazione politica'' dell'opposizione al partito-Stato Zanu-Pf (Unione nazionale africana Zimbabwe-Fronte patriottico) ed aveva minacciato di imporre lo stato di emergenza. In realta', la rivolta -che ha interessato anche il sobborgo della capitale di Chitungwiza e le citta' di Gweru, Masvingo, Chinhoyi, la citta' natale di Mugabe, e Chegutu- e' stata scatenata dalla decisione del governo di aumentare del 20-60 per cento i prezzi del ''maizemeal'', una sorta di polenta che costituisce l'alimento base degli zimbabwiani, del pane, dello zucchero, dell'olio da cucina e del sapone.

(Lun/Gs/Adnkronos)