PORZUS: VIOLANTE, GRAVE EPISODIO DI IRRESPONSABILITA' POLITICA
PORZUS: VIOLANTE, GRAVE EPISODIO DI IRRESPONSABILITA' POLITICA

Roma, 7 feb. (Adnkronos) - La strage di Porzus e' ''un episodio di grave irresponsabilita' militare e politica'', che tuttavia non puo' essere confuso ''con la storia dell'intera Resistenza''. Cosi' come ''dobbiamo distinguere sempre chi combatteva per la liberta' e chi era invece consapevolmente e con responsabilita' dalla parte dei vagoni piombati del nazifascismo''. Lo ha detto il presidente della Camera Luciano Violante in un messaggio inviato al sindaco di Faedis, Franco Beccari, in provincia di Udine, in occasione dell'annuale cerimonia commemorativa a ricordo della strage di Porzus. Il 7 febbraio 1945 un gruppo di partigiani italiani non comunisti della brigata Osoppo-Friuli fu massacrato da partigiani comunisti della brigata Garibaldi-Natisone, agli ordini del XI ''korpus'' sloveno.

La memoria dell'eccidio di Porzus ''non deve essere velata da alcuna coltre sulle responsabilita' e sulle verita''', ha detto Violante, cogliendo l'occasione per pronunciare parole che finora nessun autorevole esponente della sinistra aveva detto con tanta forza per condannare quel regolamento di conti tra partigiani. ''La storia degli anni che hanno condotto alla nascita della Repubblica -ha affermato- va ripercorsa nella sua complessita', senza relativizzazioni, senza infondate generalizzazioni, riconoscendo nella Resistenza il fatto fondante della Repubblica e della democrazia italiana. Noi possiamo essere oggi liberi ed uniti perche' ci fu la lotta di Liberazione. Richiamarne le ragioni serve a riappropriarci dei valori di solidarieta' e liberta' che li ispirarono, a farli diventare guida della nostra azione quotidiana''.

Per questo Violante richiama al dovere di ''lavorare per realizzare un'Italia moderna e diversa, fondata sulla verita' e sulla capacita' di costruire valori comunemente condivisi, in cui essere italiani venga prima di essere di sinistra, di destra o di centro. Dobbiamo finalmente far prevalere la cittadinanza sulla appartenenza partitica o ideale o religiosa''.

(Sin/Pe/Adnkronos)