UMBERTO ECO: GEDDA - ''PERSE LA FEDE PER COLPA DI MARIO ROSSI''
UMBERTO ECO: GEDDA - ''PERSE LA FEDE PER COLPA DI MARIO ROSSI''

Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Umberto Eco perse la fede cristiana per colpa di Mario Rossi. Non un Mario Rossi qualunque, ma il presidente dell'Azione cattolica italiana nei primi anni Cinquanta, cioe' colui che fece dell'organizzazione ''un covo di ribelli, motivo di scandalo per i giovani cattolici, piu' o meno coscientemente uno strumento dei comunisti''. Ne e' convinto Luigi Gedda, il fondatore dei Comitati Civici, che dedica un breve ritratto all'autore del ''Nome della rosa'' nel suo libro di memorie, ''18 aprile 1948'', pubblicato da Mondadori.

Gedda ricorda che il ventenne Eco fu chiamato a Roma da Carlo Carretto, presidente della Giac (Gioventu' italiana di Azione cattolica). Il futuro scrittore e semiologo era all'epoca il delegato studenti di Alessandria e apparteneva all'associazione ''San Francesco'' costituita preesso il Convento dei Cappuccini. ''A Roma la fede di Eco fu incrinata, penso specialmente durante la presidenza di Rossi'', ricorda Gedda, che proprio di Rossi fu il successore, dal 1954 al '59, alla guida della potente organizzazione cattolica. Secondo Gedda, del disorientamento spirituale di allora, Eco ne ha lasciato traccia in un recente libretto scritto con il cardinale Carlo Maria Martini, ''In cosa crede chi non crede?'', edito da Liberal, in cui lo stesso scrittore ricorda che la sua militanza cattolica venne interrotta a ventidue anni. Da qui l'osservazione di Gedda secondo la quale il noto intellettuale sarebbe rimasto vittima proprio del clima che si era creato nell'Azione Cattolica durante la presidenza di Rossi, il quale tento' di conferirle ''un'impronta marxista''.

(Pam/Pn/Adnkronos)