CONCESSIONI TV: VITA, SEDE LEGISLATIVA SCONGIURERA' BLACK OUT
CONCESSIONI TV: VITA, SEDE LEGISLATIVA SCONGIURERA' BLACK OUT

Roma, 15 apr. (Adnkronos) - Per scongiurare un'ennesima scadenza, il 30 aprile prossimo, delle proroghe alle concessioni televisive ''il governo chiede l'accelerazione dei tempi'' e confida nella ''possibilita' di una sede legislativa in commissione''.

''Se non vi sono ostacoli politici, e spero di no -spiega infatti il sottosegretario alle Comunicazioni, Vincenzo Vita, a margine della presentazione a Botteghe Oscure di ''Digitalia, l'ultima rivoluzione''- si puo' operare nei tempi previsti. Valuteremo, comunque, in caso avverso cosa fare. Certo non vorremmo arrivare ad un black-out. Noi stiamo facendo di tutto, in quanto Ministero ed in quanto Governo, per far si' che si possa approvare, entro fine mese, il ddl di proroga delle concessioni del piano delle frequenze. Ritengo che vi sia una necessita', non discutibile, in quanto il 30 aprile verrebbe meno per l'emittenza nazionale privata il riferimento giuridico alla sua prosecuzione''.

Sugli spot starete alle indicazioni del Parlamento? ''Noi abbiamo riprodotto il testo della direttiva. Credo che il parlamento prendera' come punto di riferimento questo testo in quanto redatto sulla direttiva comunitaria: 'Tv senza frontiere''. Non l'abbiamo inventato''. Quanto all'esito degli accordi sulla piattaforma digitale unica, Vita aggiunge: ''Rispettiamo l'evoluzione del mercato. Inizialmente fu immaginata una piattaforma con tutti i soggetti. Quell'accordo non ando' in porto. Vi fu anche un indirizzo di Bruxelles, recentemente assunto, teso ad invitare gli operatori a non dar luogo a cartelli: tutto questo a contribuito a rendere non praticabile un'ipotesi ce era sul tappeto mesi fa. Non e' pero' nostro compito dare giudizi sulle forme del mercato. L'importante per noi e' che in Italia si sviluppi il digitale ed il concetto, per altro, di piattaforma unica e' recuperato e recuperabile nella grande tematica tecnologica e civile del decoder aperto. Il punto chiave e' li'. Il decoder deve essere aperto. Ogni cittadino deve avere la possibilita' di avere accesso a tutti i bouquet che si offrono agli utenti. Questo e' il passaggio dal 'decoder dall'elite' al 'decoder di massa'''. (segue) (Zad/Pe/Adnkronos0

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