OBIEZIONE: GUIDI, 'FORZA ITALIA HA PERSO UN'OCCASIONE'
OBIEZIONE: GUIDI, 'FORZA ITALIA HA PERSO UN'OCCASIONE'

Roma, 15 apr. -(Adnkronos)- Un ''appiattimento sulle posizioni di An'', ''una grande occasione persa per affermare un principio'': Antonio Guidi critica il voto contrario di Forza Italia sul disegno di legge di riforma dell'obiezione di coscienza. Il provvedimento e' stato approvato ieri alla Camera ed e' ora in discussione al Senato (che lo licenzio' nel gennaio dello scorso anno) per la conversione degli ultimi emendamenti. ''Il grado di civilta' di un Paese -dice all'Adnkronos Guidi, astenutosi in sede di votazione- si misura anche dalla nonviolenza. Sono rimasto estremamente sorpreso dal fatto che Forza Italia abbia votato contro''.

''A chi fa notare che con la riforma dell'obiezione di coscienza si svuoterebbero le caserme -continua- si puo' replicare con l'elevato numero di giovani che ogni anno vengono dichiarati 'in esubero' e che per questo non svolgono ne' il servizio militare ne' quello civile alternativo. Al di la' delle imperfezioni della legge, e' importante che un principio cosi' importante si affermi. La pace e' un valore che non puo' obbedire a logiche di schieramento politico, a favore o contro. E' quello che e' avvenuto in Parlamento e me ne dispiace''.

Quella di Guidi non e' pero' una difesa acritica dell'obiezione di coscienza: ''non e' sempre vero, come si sostiene -ha detto, intervenendo in Aula per motivare la propria dissociazione dal Polo- che tutti gli obiettori siano pacifisti''. Spesso, poi, ''anche le associazioni diventano cinghie di trasmissione per i partiti'', mentre ci sono ''esempi splendidi di persone che nel servizio di leva hanno perso la vita per difendere la pace''. Secondo Guidi ''e' dalla scuola che bisogna cominciare. Nella nostra scuola, infatti, si conoscono piu' le storie di chi ha vinto tante guerre, provocando milioni di morti, che non quelle di chi ha difeso la pace. Si conosce piu' un generale che Pasteur. Questo non e' possibile: si conoscono tante guerre perse e vinte e non si conosce ancora la storia dei ghetti, delle foibe e dei gulag. E' su questo che dovremmo riflettere''.

(Mac/Zn/Adnkronos)