PARENTI: TUTTI GLI STRAPPI DI 'TITTI LA ROSSA' (3)
PARENTI: TUTTI GLI STRAPPI DI 'TITTI LA ROSSA' (3)

(Adnkronos) - Bicamerale. Il 26 giugno alle 22, 'Titti la rossa' parte all'attacco della commissione e del suo presidente al lavoro con ''la pistola della magistratura puntata alla tempia''. La polemica e' rivolta anche al Polo, che accetta la proposta di accantonare tutti gli emendamenti sulla giustizia votando il testo del relatore Boato per l'aula. Parenti, la voce rotta dall'emozione, si dimette dalla commissione. ''Non posso condividere il tuo suicidio, che diventa suicidio collettivo. Fate pure le vostre scelte, ma io faccio le mie'', aveva detto poco prima a Berlusconi.

Taglienti i suoi giudizi sul Cavaliere e su Fini, che le risponde a muso duro in commissione. ''Berlusconi non capisce che solo lui ha da rimmetterci in questo gioco, che non gli appartiene ed e' fatto apposta per stritolarlo... Se ne accorgera' troppo tardi''. ''Fini? Purtroppo la politica non produce leader in serie... E' difficile fare il capo. E poi, ciascuno ha il suo Dna, per cancellarlo ci vogliono molte generazioni. Da una parte e dall'altra. Berlusconi ha tentato, ma siamo tornati agli estremismi ideologici e lui rischia di restare schiacciato''.

Roma. E' novembre '97 quando la Parenti si mette a capo della lista di socialisti dell'untiani e liberali per la poltrona di sindaco di Roma. Con l'0,8% dei voti al primo turno, pero', il suo strappo dagli 'azzurri' romani produce un fiasco.

Il partito. L'ultimo 'no' e' ora quello al congresso di Assago. Titti non ci sara'. Lascia il movimento per il gruppo misto della Camera.

(Pol/Gs/Adnkronos)