RIFORME: BERLUSCONI, MEGLIO CANCIELLIERATO CON PROPORZIONALE (2)
RIFORME: BERLUSCONI, MEGLIO CANCIELLIERATO CON PROPORZIONALE (2)

(Adnkronos) - ''Con quel che e' emerso finora dalla Bicamerale -spiega il Cavaliere- il rischio e' di non avere un sistema presidenziale e neppure un governo parlamentare. Ma allora c'e' da chiedersi se non sia addirittura preferibile il sistema del cancelliere eletto in Parlamento con la proporzionale, lo sbarramento al cinque per cento e il premio di maggioranza. Quel sistema, per intenderci, che piace ai Popolari, ai partiti minori e a Rifondazione comunista''.

''Credo che realisticamente sia necessario prendere atto -aggiunge con tono pessimistico Berlusconi- che allo stato non esiste in Parlamento una maggioranza costituente. D'altro canto le incertezze, i dubbi e le polemiche sulla legge elettorale mettono sempre piu' a nudo le difficolta' di D'Alema a far accettare al Pds il secondo turno di coalizione. La Bicamerale non e' un evento necessario. Le riforme servono a migliorare, non a peggiorare la situazione attuale. Se Forza Italia e Lega decidessero di non votare le riforme, si potrebbe mai varare una Costituzione priva del consenso delle forze che rappresentano il Nord del Paese? C'e' da riflettere e forse da tremare per le conseguenze che ne potrebbero derivare''.

Piu' accomodante il leader di Forza Italia sulla giustizia: ''Se la nuova Costituzione, senza equivoci e senza ambiguita', accogliesse il principio fondamentale della totale e assoluta indipendenza del giudice da chi rappresenta l'accusa e la difesa, il resto potra' essere tranquillamente affidato alle leggi ordinarie''.

Polemico invece il Cavaliere nei confronti di Gianfranco Fini: ''E' stato a lungo un miscredente delle riforme e della Bicamerale, un miscredente che io e solo io ho convertito, e' diventato adesso un credente, anzi un fervente credente e quasi un 'apostolo' della Bicamerale. E qualche volta mostra di esserlo anche a prescindere dai contenuti. Forse pensa di piu' ai vantaggi di una solenne e definitiva legittimazione che deriverebbe dal nuovo patto costituzionale al suo partito. Ma sono convinto che una riflessione piu' attenta portera' anche Fini a considerare che la legittimazione vera la danno solo i voti e gli elettori. Ecco perche' insieme a quelli del suo partito servono quelli degli alleati, quelli del Polo per le Liberta'''

(Pol/Pn/Adnkronos)