DINO BUZZATI: INEDITI, ''I CRITICI MI ANNOIANO TERRIBILMENTE''
DINO BUZZATI: INEDITI, ''I CRITICI MI ANNOIANO TERRIBILMENTE''

Roma, 4 mag. (Adnkronos) - ''Di solito, e non penso si tratti di presunzione cio' che si scrive su di me mi annoia terribilmente, anche quando e' elogiativo. Non mi interessa. Perche' ho la sensazione che loro e io parliamo una lingua diversa, viviamo in due mondi diversi''. E' quanto confessava Dino Buzzati in una lettera inedita inviata al saggista Fausto Gianfranceschi, che all'autore del ''Deserto dei Tartari'' aveva dedicato, nel 1967, la prima monografia pubblicata dalla casa editrice Borla. La testimonianza, grazie alla vedova Almerina Buzzati e allo stesso Gianfranceschi, appare sul prossimo numero degli annali ''Studi buzzatiani'' diretti dall'italianista Nella Giannetto.

Buzzati, all'epoca, aveva poco piu' di 60 anni. Gia' molti scrittori della sua generazione erano stati oggetto di studi di notevole impegno. Sulla sua opera, invece, nonostante l'ampia fama internazionale, non era stato ancora compiuto uno studio approfondito. Eppure, pubblicamente e in privato, lo scrittore bellunese non sembrava particolarmente amareggiato per questa disattenzione della critica. Nella lettera a Gianfranceschi, Buzzati, invece, espresse con grande franchezza e spontaneita' le sue impressioni intorno a quanto era stato scritto su di lui. Gianfranceschi gli aveva inviato in anteprima il suo saggio, ma lo scrittore ne rinvio' a lungo la lettura, che tuttavia gli procuro' una forte sorpresa: ''L'effetto straordinario che mi ha fatto la lettura del suo lavoro, fra l'altro chiarissimo, ordinatissimo e costruito con la massima logica, ha accresciuto il mio rimorso essere stato scortese nel non leggerlo prima e nel non ringraziarla prima''.

Quella monografia di Gianfranceschi apparve a Buzzati ''miracolosa''. ''Lei parla troppo bene di me! (...) Racconta, sintetizza nel modo piu' autentico le mie storie e ne descrive il significato, o meglio la direzione. Ragione per cui -afferma lo scrittore- la noia a cui accennavo prima non si e' affacciata menomamente. E sono rimasto sinceramente sorpreso, profondamente commosso''.

(Pam/Pe/Adnkronos)