EURO: GLI INTELLETTUALI ITALIANI, MA DOVE SONO GLI EUROPEI?
EURO: GLI INTELLETTUALI ITALIANI, MA DOVE SONO GLI EUROPEI?

Roma, 4 mag. -(Adnkronos)- L'Europa 'monetaria' e' fatta. Ma non basta. Ora bisognera' fare gli europei. E non sara' impresa facile. Gli intellettuali italiani ridimensionano la portata dell'accordo di Bruxelles, dichiarandosi per lo piu' scettici sulle conseguenze che il patto degli undici e' destinato isolatamente ad avere.

''Il passo compiuto -ha commentato con l'Adnkronos il filosofo Tullio Gregory- e' importante. Ma bisogna ricordarsi che senza unita' politica non vi e' futuro per l'unita' economica. A meno che non si faccia del governatore della Banca centrale il presidente unico dell'Europa Unita''.

L'Italia, secondo Gregory, pur essendo geneticamente poco nazionalista, quindi avvantaggiata nel lavoro che attende tutti i paesi dell'Unione di costruzione di una effettiva coscienza europea, non e' adeguatamente preparata al raggiungimento di questo obiettivo, che finira' quindi per costarle immani sacrifici. ''Il nostro paese -ha osservato il filosofo - dovra' adeguarsi in ogni settore agli standard europei, dalla pubblica amministrazione, alla strutture sanitare, dai trasporti su rotaie alla spesa per la ricerca e la formazione, al sistema bancario. E tutto questo comportera' un impegno civile e culturale notevole. Si comprende come in un processo del genere l'euro sia soltanto una tappa, per quanto obbligata, alla quale non ci si puo' fermare''. (segue)

(Iac/As/Adnkronos)