DIABETE: IDENTIKIT DELL'ITALIANO A RISCHIO
DIABETE: IDENTIKIT DELL'ITALIANO A RISCHIO

Bologna, 13 mag. - (Adnkronos) - Essere obesi, avere un parente di primo grado con diabete, soffrire di ipertensione in eta' giovanile, avere partorito un figlio di oltre 4 chili. Sono i principali fattori di rischio indicati dal'Organizzazione mondiale della sanita' per l'insorgenza del diabete, malattia che all'inizio si puo' manifestare con sintomi sfumati, ma che - secondo gli esperti - e' necessario diagnosticare tempestivamente per mettere in atto uno stile di vita adeguato e, all'occorrenza una terapia in grado di evitare le complicanze (amputazioni, cecita', cardiopatie, neuropatie, impotenza). Per individuare precocemente questi fattori, per la prima volta, gli esperti italiani di diverse discipline hanno realizzato un ''Progetto per l'organizzazione dell'assistenza al diabete dell'adulto'', che sara' presentato a Bologna, al XVII Congresso della Societa' Italiana di Diabetologia, in programma da oggi fino a sabato.

''Per prevenire il diabete - spiega il professor Gianfranco Pagano, direttore del dipartimento di Medicina Interna dell'Universita' di Torino - tutta la popolazione sana dovrebbe sottoporsi almeno una volta ogni tre anni al semplice esame della glicemia, mentre dai 45 anni in su e' necessario ripetere l'esame una volta l'anno, soprattutto se si appartiene ai gruppi a rischio''. Il Progetto, approvato e sottoscritto da sei societa' scientifiche (diabetologi della Sid e dell'Associazione Medici Diabetologi, medici di medicina generale, specialisti in medicina interna, geriatri e farmacologi) hanno appunto l'obiettivo di promuovere la prevenzione nella popolazione, ma anche di definire criteri organizzativi e di comportamento omogenei per l'approccio alla cura.

Nel 2025 saranno oltre 3 milioni gli italiani colpiti dal diabete, il doppio rispetto al milione 700 mila (4% della popolazione) registrato oggi nel paese. Una ''epidemia silente'', secondo l'Organizzazione mondiale della Sanita' che stima intorno a 140 milioni di malati nel mondo, e a oltre 300 milioni fra 20 anni.

(Sal/Zn/Adnkronos)