COMIT-BANCAROMA: UNA HOLDING PER DUE ANNI, POI LA FUSIONE
COMIT-BANCAROMA: UNA HOLDING PER DUE ANNI, POI LA FUSIONE

Roma, 13 mag. (Adnkronos) - Una holding alla guida del piu' grande polo bancario italiano, ma soltanto per i primi due o tre anni: soltanto dopo si andrebbe alla fusione tra Banca Commerciale e Banca di Roma. Sarebbe questo il progetto del matrimonio tra la banca di piazza della Scala e l'istituto romano, che passerebbe per la costituzione di una holding, controllata dagli attuali azionisti di Comit e Banca di Roma, in prima fila le Generali, la Toro e l'Ente Cassa di Roma. Nella holding di nuova costituzione confluirebbero i pacchetti di controllo di Comit, Banca di Roma nonche' le partecipazioni che i due istituti detengono in Mediobanca, pari complessivamente a circa il 16 per cento.

Un progetto che sarebbe visto con favore, in linea di massima, sia a via Nazionale che a palazzo Chigi, ma che presenterebbe ancora molti punti da chiarire, non da ultimo la posizione di alcuni azionisti. Se infatti Paribas, azionista della Comit, ha gia' espresso le sue perplessita', rimane da chiarire anche il ruolo dell'Ente Cassa di risparmio di Roma, proprietaria del 28 per cento della Banca di Roma e membro del patto che guida la banca.

L'interesse preminente dell'Ente, nel rispetto della direttiva Dini e delle legge Ciampi (ancora in discussione al Senato) e' quello di vendere la sua partecipazione, piuttosto che quello di conferirla in operazioni ulteriori che vedrebbero annacquata la propria quota. D'altra parte, c'e' gia' una delibera in tal senso presentata alla Consob all'atto dell'aumento di capitale della Banca di Roma che prevede, entro il 1999, la vendita del 10 per cento nel portafoglio dell'Ente. A quanto si apprende, l'Ente sarebbe intenzionato a vendere anche la rimanente quota del 18 per cento del capitale della banca romana. Un orientamento che tuttavia potrebbe mutare nel caso in cui all'Ente Cassa di Risparmio di Roma venisse riservato un ruolo preminente nella compagine azionaria, oltre ad un sostanzioso pagamento delle quote messe in vendita. (segue)

(Kat/Gs/Adnkronos)