TEATRO: JAN FABRE IN SCENA NELLA CAPITALE (2)
TEATRO: JAN FABRE IN SCENA NELLA CAPITALE (2)

(Adnkronos) - ''The very seat of onour'', invece, e' un lavoro di danza pura e astratta. ''Balanchiniano nella sua essenza avanguardista e tradizionale -spiega Jan Fabre-. Parleremo di pene corporali, di educazione e codici comportamentali. La danza classica come la vita. Un campo minato inesplorato, vulnerabile, attaccabile. Nel quale ogni essere umano traforma il proprio corpo in un bersaglio mobile''.

Jan Fabre ama l'ironia (''fondamentale per sconfiggere e vincere tensioni''), Michelangelo (''sono geloso della sua pittura, delle sue straordinarie virtu' d'artigiano''), Sanguineti (''mi ricorda il belga Marcel Brodhaers, artista concettuale e poeta'') i coleotteri (''mio nonno era entomologo. Sono sempre stato affascinato dalle loro strategia di attacco e di difesa'').

Del Belgio rammenta con orgoglio le atmosfere culturali ''schizofreniche, multietniche, inossidabili nel loro prorompente dinamismo'' e annuncia una nuova produzione per il 2002 consacrata a Beckett. ''Portero' in scena un opera inedita, 'I'. Si tratta del mio primo lavoro 'rubato' ad un autore straniero. Ma rivendichero' comunque, all'interno della mise en scene teatrale, liberta' drammaturgica e autonomia di espressione.

(Cap/Pe/Adnkronos)