1968: GESUITI - RIVOLTA GIUSTIFICATA, RISULTATI SBAGLIATI
1968: GESUITI - RIVOLTA GIUSTIFICATA, RISULTATI SBAGLIATI

Citta' del Vaticano, 14 mag. (Adnkronos) - La rivolta studentesca di trent'anni fa? Giustificata, perche' fu una reazione ad una societa' ''bloccata''. Ma i ''frutti'' furono quasi sempre ''cattivi''. E' il parere di ''Civilta' cattolica'', l'autorevole rivista della Compagnia di Gesu', che al mito del '68 dedica addirittura l'editoriale del prossimo numero, in genere dedicato a questioni bibliche o teologiche.

''Il Sessantotto cerco' di rispondere a esigenze reali di rinnovamento della societa'. Purtroppo, lo fece in modo sbagliato -scrivono i padri gesuiti- contestando non solo quello che nella societa' degli anni Sessanta era da contestare e da rinnovare, ma anche taluni valori essenziali, sempre validi, che bisognava invece conservare, sia pure in forme rinnovate''. Cosi' il '68 volle contestare l'autoritarismo sotto tutte le sue forme: ''Solo che la lotta giusta all'autoritarismo degenero' -sotto la spinta dell'ideologia marxista- nella negazione dell'autorita', in campo sia politico e sociale, sia familiare e scolastico, portando spesso alla prevalenza dell'individualismo, del libertarismo e del capriccio sulle norme, necessariamente autoritative, sulle quali si regge la convivenza umana''.

Lungo l'elenco degli errori dei sessantottini stilato dai gesuiti. Il movimento studentesco scelse ''le forme peggiori e piu' stolte di contestazione'' per rinnovare la scuola e l'universita'. Il ''merito'' di ''mettere in rilievo aspetti non positivi'' della famiglia tradizionale, come il ruolo subalterno della donna, si risolse in realta' in un ''attacco'' all'istituto familiare. La liberazione sessuale ''si converti' presto nel libertarismo sessuale e nella banalizzazione della sessualita', ridotta a merce di cinsumo''. Ma il ''frutto piu' amaro'' del '68 fu la ''spinta alla sovversione violenta contro lo Stato e la giustificazione ideologica e politica che esso diede alla lotta armata''. Per i gesuiti e' ''questa la macchia piu' grave di un evento storico'', che se fosse stato meno ideologico e violento e avesse avuto migliori maestri di quelli che ebbe, ''avrebbe potuto contribuire al rinnovamento di cui aveva urgente bisogno la societa' italiana degli anni Sessanta''.

(Pam/Pe/Adnkronos)