DIANA: AL FAYED CHIEDE ALLA STAMPA DI ANDARE A FONDO
DIANA: AL FAYED CHIEDE ALLA STAMPA DI ANDARE A FONDO

Washington, 4 giu. (Adnkronos/Washington Post) - Non si rassegna Mohammed al Fayed all'idea che la morte del figlio e della principessa Diana nel tunnel dell'Alma a Parigi sia stata causata da un semplice incidente: convinto dell'esistenza di un complotto, il miliardario di origine egiziana ha deciso di fare pressione su alcuni tra i massimi quotidiani, il Washington Post, il New York Times ed il London Times, perche' indaghino a fondo sulla vicenda. E ha telefonato personalmente a Katharine Graham, presidente del comitato esecutivo del gruppo Washington Post e ad Arthur ''Punch'' Sulzberger, presidente ''emeritus'' del New York Times.

Una delle tracce da seguire sarebbe, secondo il padre di Dodi, quella della collusione tra servizi segreti britannici e la Cia, entrambi poco favorevoli alla famiglia reale e dunque presumibilmente coinvolti in un complotto volto ad uccidere Diana.

La stampa egiziana ha cavalcato la tesi del complotto fin dal giorno dell'incidente, sostenendo - in questo d'accordo con il leader libico Mohammad Gheddafi - che non faceva piacere alla dinastia dei Windsor vedere la madre del futuro re sposata con un musulmano. E sulla stessa ipotesi e' tornata la televisione inglese Itv con un'inchiesta il cui contenuto e' stato prontamente smentito oggi da Buckingham Palace.

Ma la famiglia reale britannica deve aspettarsi nuovi grattacapi: l'Earl of Spencer, fratello di Diana, che non ha mai risparmiato le critiche ai reali, si appresta a dire la sua in televisione sul modo in cui Diana e' stata trattata prima e dopo il divorzio. Una testimonianza che verra' trasmessa dalla Bbc e che non manchera' di mandare su tutte le furie la famiglia reale.

(Ses/As/Adnkronos)