LEOPARDI: MORI' CON I CONFORTI RELIGIOSI, NON DA AGNOSTICO
LEOPARDI: MORI' CON I CONFORTI RELIGIOSI, NON DA AGNOSTICO

Milano, 6 giu. (Adnkronos) - Giacomo Leopardi non mori' da perfetto agnostico, ma ''con i conforti religiosi''. Lo si ricava da una nota apposta su un registro di una chiesa di Napoli, un mese e mezzo dopo la scomparsa del poeta, avvenuta il 14 giugno 1837, firmata dal parroco e dal vescovo. E' il gesuita padre Alessandro Scurani, storico del Centro San Fedele di Milano, a raccontare sul nuovo numero della rivista culturale ''Letture'', edita dalla San Paolo, la vicenda del ritrovamento dell'annotazione, che sembra smentire una lunga convinzione dei biografi del Recanatese secondo la quale non avrebbe avuto una morte cristiana, coerente con la sua vita di agnostico se non di ateo.

L'estrema unzione che sarebbe stata impartita a Leopardi risulta dal registro della parrocchia della Santissima Annunziata a Fonseca, sotto la cui giurisdizione ecclesiastica rientrava Vico Pero, la strada in cui si trovava l'abitazione di Leopardi, in cui fece ritorno il 16 febbraio 1837. Sul registro dei defunti si legge: ''D. Giacomo Leopardi, conte, figlio di D. Monaldo e Adelaide Andici (il vero cognome era Antici, ndr), di anni 38, munito dei SS. Sacramenti, morto a 14 detto giugno''.

La nota risulta apposta da don Michele Bonetti il 28 luglio 1837. Il verbale reca anche la controfirma dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Filippo Giudice Caracciolo. Nel registro non si fa cenno alle traversie di Antonio Ranieri, l'intimo amico dell'autore dell'''Infinito'', che era riuscito a stento a sottrarre il cadavere del poeta alla fossa comune (destinazione per i morti di colera) e a farlo seppellire nella chiesa di San Vitale Fuorigrotta.

(Sin/Pe/Adnkronos)