PAUL CELAN: HEIDEGGER, DIVENTIAMO AMICI. E IL POETA SI RISENTI'
PAUL CELAN: HEIDEGGER, DIVENTIAMO AMICI. E IL POETA SI RISENTI'

Roma, 6 giu. (Adnkronos) - Paul Celan, il poeta ebreo scampato allo sterminio nazista, morto suicida nel 1970 a Parigi, nutriva profonde riserve per la persona del filosofo tedesco Martin Heidegger, anche se aveva un notevole interesse per il pensatore. E di fronte ai tentativi di Heidegger di un possibile dialogo piu' diretto, quelle riserve indussero Celan a un atteggiamento renitente: il filosofo prima avrebbe dovuto spiegare la sua adesione al nazionalsocialismo, condizione essenziale per l'avvio di un rapporto. Ma Heidegger non accetto' di farsi fare il terzo grado sulla sua compromissione con il regime di Hitler.

A far luce sulla controversa relazione tra i due noti intellettuali, al centro di vivaci discussioni tra gli studiosi, e' un saggio che appare sul nuovo fascicolo del periodico culturale ''Belfagor'', basato su una lettera inedita di Heidegger, datata 30 gennaio 1968, a cui Celan non rispose. Ne e' autore Giuseppe Bevilacqua, ordinario di letteratura tedesca all'universita' di Firenze e curatore della recente traduzione di tutta l'opera poetica di Celan per i ''Meridiani'' di Mondadori.

Rievocando un incontro dell'estate del 1967 nella Foresta Nera, Heidegger ringraziava Celan per il dono della poesia ''Todtnauberg''. In seguito a quei versi il poeta sperava che il ''pensatore'' gli avrebbe fatto udire quella ''parola'' di condanna del nazismo che forse avrebbe permesso loro di ''incontrarsi'' veramente al di la' della catastrofe epocale che li aveva contrapposti. Nella lettera il filosofo faceva capire di aver ben inteso la richiesta e l'ammonimento sotteso alla poesia, ma subito faceva presente che quell'incontro aveva rivelato un atteggiamento offensivo nei suoi riguardi da parte del poeta. (segue)

(Sin/Pe/Adnkronos)