ESERCITO: IL COMMIATO DELLA REGIONE MILITARE NORD OVEST
ESERCITO: IL COMMIATO DELLA REGIONE MILITARE NORD OVEST

Torino, 1 lug. - (Adnkronos) - La Regione Militare Nord-Ovest ha chiuso oggi la sua storia. Nel cortile dello storico palazzo dell'Arsenale, per l'occasione aperto al pubblico, 62^ comandante, generale Aldo Varda, dopo poco piu' di cento giorni di comando ha celebrato il commiato della Regione Militare Nord-Ovest che aveva competenza in Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d'Aosta. Al suo posto nasce la regione settentrionale, con sede a Padova, che avra' competenza su sette regioni. Lo scioglimento e' avvenuto in contemporanea in altre tre citta' italiane, Roma, Palermo e Cagliari, Insieme alla regione settentrionale nasceranno anche la Regione centrale con sede a Firenze e quella meridionale con sede a Napoli.

A presenziare alla cerimonia, insieme alle autorita' militari, religiose e civili del Piemonte c'era anche il neo comandante della Regione nord, tenente generale Domenico Sabatino che ha voluto portare il suo saluto alle Forze schierate. ''Il nuovo puo' generare incertezze, perplessita' e dubbi, ma anche speranze perche' il nuovo deve essere anche stimolo alla professionalita' e alla volonta' propositiva di ciascuno -ha detto Sabatino- il compito che ci attende non sara' facile ma e' alla nostra portata e lo sara' sempre piu' se sapremo credere nel rinnovamento in atto delle Forze Armate''.

A rappresentare il capo di Stato Maggiore dell'Esercito e' intervenuto l'ispettore delle Armi, tenente generale Nicola Vozza, che ha ricordato la necessita' di riformare le Forze Armate. ''Quella di oggi e' una cerimonia importante non solo perche' si conclude il comando della Regione Militare nord-ovest, ma perche' entra nel vivo la ristrutturazione a tutto campo dell'Esercito. I provvedimenti avviati nell'ultimo anno -ha ribadito Vozza- sono dettati da una necessita' di rinnovamento che non puo' essere elusa. Bisogna essere ben consapevoli infatti che il dinamismo evolutivo della nostra societa' ha posto un problema di responsabilita' e sopravvivenza ancor prima che di sviluppo. Il futuro dell'Esercito sarebbe stato compromesso se fosse mancato il coraggio di incidere su un corpo della struttura, in considerazione dei mutamenti internazionali''.

(Abr/Pn/Adnkronos)