INFARTO: A ROMA 'CONSIGLIO DI GUERRA' DEI CARDIOLOGI
INFARTO: A ROMA 'CONSIGLIO DI GUERRA' DEI CARDIOLOGI

Roma 1 lug. - (Adnkronos) - I cardiologi dichiarano guerra alle malattie cardiovascolari e all'infarto, che da soli nel nostro paese rappresentano il 43,5% delle cause di morte. E' questo un vero e proprio terreno minato: solo l'infarto e le altre malattie coronariche ogni anno su 100 mila abitanti del Belpaese nella sola fascia d'eta' tra i 35 ed i 64 anni colpiscono ben 300 maschi e 50 femmine; meta' di essi muore e quasi tre quarti di questi decessi avviene fuori dell'ospedale, cioe' prima che sia stato effettuato il ricovero. Sotto accusa e' la placca che provoca il restringimento o la chiusura delle arterie, ossia l'aterosclerosi o l'arteriosclerosi.

Alla luce del ruolo che, quindi, assume la prevenzione e dei piu' recenti elementi forniti dalla ricerca, che ha messo in luce non solo nuovi fattori di pericolo coronarico ma anche ulteriori sorprendenti ipotesi sulla complicazione e stabilizzazione della placca aterosclerotica, dal 2 al 4 luglio a Roma, nella Sala Folchi del Complesso ospedaliero S. Giovanni - Addolorata, ci sara' un vero e proprio ''consiglio di guerra'', con ben 70 cardiologi e ricercatori delle principali istituzioni ospedaliere e universitarie per verificare la situazione e proporre linee operative per combattere efficacemente le malattie coronariche. Il seminario e' promosso dal cardiologo Alessandro Boccanelli, del Complesso Ospedaliero S. Giovanni - Addolorata, con il patrocinio dell'associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, della Societa' Italiana Cardiologia.

''Sono dati allarmanti'' ha detto Alessandro Boccanelli, neo dirigente dell'Unita' Operativa Dipartimentale di Cardiologia del Complesso Ospedaliero S. Giovanni - Addolorata, rilevando che ''l'incidenza dell'infarto e' rimasta relativamente stabile negli ultimi dieci anni, mentre sta aumentando il numero di casi che non hanno ricadute grazie forse ad una migliore prevenzione dei fattori di rischio''. A tale proposito ha sottolineato che ''la riduzione del colesterolo nel sangue oltre certi livelli e' capace di ridurre la probabilita' di avere attacchi coronarici in misura superiore al 30% e questo risultato e' ottenibile sia con correzioni alimentari che con uso di farmaci''.

(Red/Zn/Adnkronos)