FESTIVAL SPOLETO: PASSAPORTO BLOCCATO AL CINESE ZHANG YUAN
FESTIVAL SPOLETO: PASSAPORTO BLOCCATO AL CINESE ZHANG YUAN

Spoleto, 2 lug. (Adnkronos) - Un giallo senza soluzione quello del regista e drammaturgo cinese Zhang Yuan atteso al Festival di Spoleto per il debutto (oggi alle ore 18.00 al teatrino delle sei) della piece ''East Palace, West Palace''. Fino a ieri la moglie Ming Dai prometteva: ''arrivera'!''. Ma a Zhang Yuan, artista indipendente e sgradito alle autorita' cinesi, non e' stato concesso il visto d'espatrio. Il giovane regista (classe 1963) ha sempre girato e prodotto i suoi lavori in Cina (soprattutto film e cortometraggi come ''Mama'', ''Wild in the snow'', ''Beijing Bastards'', ''The square'' e una versione per il grande schermo di ''East Palace, West Palace'') che non sono mai riusciti pero' a circuitare nel Paese. I motivi? Zhang Yuan parla di emarginati e omosessuali, di ragazze madri, di esseri deboli, indifesi, di una quotidianita' che si allontana dai cliche' tradizionali dell'opera cinese, per esempio, o di un teatro piu' ufficializzato.

''Per questo -spiega Frie Leysen, direttrice del Kunsten Festival des Arts di Bruxelles che ha prodotto la piece spoletina- ricca di spunti di riflessione e di possibili approfondimenti su dove stia andando, oggi, il teatro in Cina''. Teatro dissidente, non omologato, ghettizzato, insofferente alla burocrazia, alle leggi statali quello di Zhang Yuan. ''Teatro fatalmente politico -continua ancora Frie Leysen- a volte, al di la' dei reali valori dell'opera. Si tratta di una forma d'arte meramente provocatoria. In Cina ci sono cantanti rock che sono scesi in piazza a Tienanmen manifestando pubblicamente contro le autorita' governative. Sono loro, la vera voce del dissenso''. (segue)

(Cap/Gs/Adnkronos)