BERLUSCONI: PRESSIONI SU PENTITI E MAGGIORANZA RICATTATA (2)
BERLUSCONI: PRESSIONI SU PENTITI E MAGGIORANZA RICATTATA (2)

(Adnkronos) - Berlusconi torna innanzi tutto sulla vicenda riguardante la richiesta della Procura di Palermo di accedere a documenti contabili riguardanti le sue aziende: si e' trattato ''della 363esima perquisizione che abbiamo dovuto subire da quando sono sceso in campo come protagonista della politica'', afferma il Cavaliere. Tuttavia anche in questa occasione, come in passato, ''hanno avuto via libera alla visione di tutti i documenti. L'opposizione e' stata data a che asportassero gli originali dei documenti relativi a 15 anni di attivita', dal 1978 al 1993'', sottolineando quindi la necessita' di chiedere al Parlamento la relativa autorizzazione.

Perche' questo? ''I miei avvocati -spiega ancora Berlusconi- non si fidano piu' dei metodi di certe Procure. Ci dicono, (non ci crediamo, puo' darsi che non sia vero) che ci sono state pressioni di certi magistrati su pentiti al fine di invitarli a dire cose contro Silvio Berlusconi. E allora viene il dubbio, vista la fragilita' delle cose da cui si parte per chiedere questi approfonditi esami di atti, che quando si chiede l'asportazione e la consegna di questi atti si possa determinare qualcuno, dandogli la conoscenza di una singola operazione, di un singolo atto, ad evocarli avendo poi la certezza che nella contabilita' di una societa' si trova riscontro per questa operazione''.

E allora per acquisire gli atti ''sia rivolta domanda al Parlamento secondo le prerogative di ogni singolo parlamentare. Io saro' assolutamente favorevole all'acquisizione dei documenti, pero' voglio che sia chiaro cio' che precede questa situazione, cio' che la Procura ha in mano e su che cosa si basano le sue richieste affinche' non ci siano sorprese successive basate su una conoscenza diretta e approfondita delle singole operazioni che riguardano le societa'''.

Spiegata cosi' la vicenda, Berlusconi, dopo aver letto quasi recitando le dichiarazioni rilasciate sulla questione dalla presidente dell'Anm Elena Paciotti, definita ''la dama rossa della magistratura'', le commenta affermando ''che quando c'e' la comica bisogna dire che stiamo in piena comica''. (segue)

(Sam/Pn/Adnkronos)