ROMANOV: NEL 1979 IL RITROVAMENTO DEI RESTI DELLO ZAR
ROMANOV: NEL 1979 IL RITROVAMENTO DEI RESTI DELLO ZAR

Roma, 16 lug. (Adnkronos) - Nella notte fra il 17 e il 18 luglio del 1918 nello scantinato di casa Ipat'ev nel villaggio di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) si compi', per mano di tre dirigenti locali del partito bolscevico (Filip Goloscekin, Aleksandr Belodorodov e Jakov Jurovskij), l'eccidio della famiglia imperiale. I corpi, occultati in una fossa vicino alla strada per Koptakovu, vennero ritrovati nel 1979, anche se la notizia fu resa pubblica solo dieci anni piu' tardi.

Fu poi nel 1991 che i resti vennero riesumati e identificati come appartenenti a Nicola II, alla moglie, a tre dei cinque figli e a quattro fedelissimi della famiglia. All'appello mancavano le spoglie dell'erede Alexei e della granduchessa Maria. Due anni piu' tardi il Cremlino istitui' una commissione preposta a verificare l'autenticita' dei corpi. E fu affidato ad un team di scienziati britannici il compito di sottoporre i resti al test del Dna, comparandone la successione cromosomica a quella del principe Filippo.

Lo scorso febbraio l'esito delle analisi. I ricercatori inglesi annunciarono che i resti erano quelli dei Romanov al 98,5 per cento. Resta il mistero dei due corpi mancanti. Secondo le testimonianze d'epoca degli autori dell'eccidio, che vennero in seguito fucilati, le salme di Alexei e Maria sarebbero state bruciate e le ceneri sotterrate. Ieri l'ultimo colpo di scena. Il sindaco di Ekaterinburg ha rivelato alla stampa di aver individuato il luogo di sepoltura e ha lanciato una campagna di raccolta fondi per finanziare il reperimento.

(Stg/Pe/Adnkronos)