GUCCI: PATRIZIA REGGIANI, HO PAGATO CIO' CHE AVEVO DESIDERATO
GUCCI: PATRIZIA REGGIANI, HO PAGATO CIO' CHE AVEVO DESIDERATO

Milano, 17 lug. (Adnkronos) - ''E' vero: ho pagato 500 milioni. Ma pagavo sostanzialmente per una cosa che avevo desiderato. E' stata la richiesta di altri 100 milioni, la minaccia alle mie figlie e la volonta' di farmi incontrare altre persone da parte di Pina Auriemma che mi ha fatto sentire sotto ricatto e sotto minaccia''. Quello di oggi e' stato il terzo e ultimo interrogatorio in aula per Patrizia Reggiani, accusata di essere stata la mandante dell'omicidio di Maurizio Gucci.

Per gran parte della mattinata l'ex signora Gucci ha risposto alle domande del pm Carlo Nocerino, che le ha contestato numerose telefonate fatte perlopiu' con Pina Auriemma, alcuni frasi riportate sulle sue agende (''il clamore e' necessario per l'eliminazione dell'individuo'', ''precetto esecutivo, validita' post-mortem''), e una lettera inviata dal carcere all'ex fidanzato Renato Verona nella quale Patrizia Reggiani parlava di un messaggio ''di chiara impronta ricattatoria'' ricevuto in cella da Pina Auriemma.

Dopo l'accusa e' toccato alle difese degli altri imputati interrogare la ''protagonista'' del processo. In particolare i difensori di Pina Auriemma hanno chiesto a Patrizia Reggiani perche' avesse versato alla ''maga'' 150 milioni (che per l'accusa e' l'anticipo sul compenso per l'omicidio, e per l'ex signora Gucci solo un prestito) in contanti sacendoseli consegnare da un funzionario di una banca di Monte Carlo anziche' rilasciare piu' semplicemente un assegno circolare. ''Posto che non so cos'e' un bonifico, per me era normale fare cosi''', ha risposto l'imputata. E il processo e' stato aggiornato al 16 settembre prossimo.

(Cri/Pe/Adnkronos)