D'ALEMA: SINISTRA E ULIVISTI, RESTA MA DECIDIAMO INSIEME (2)
D'ALEMA: SINISTRA E ULIVISTI, RESTA MA DECIDIAMO INSIEME (2)

(Adnkronos) - Pasdaran, giacobini con la vocazione di stare in minoranza, D'Alema non ha risparmiato le accuse a chi lo ha criticato. ''Non mi sento un pasdaran - aggiunge Falomi - mi sento piuttosto uno che sta a sentire cosa hanno da dire i propri elettori...''. Ecco emergere un altro aspetto: la Quercia che smarrisce le sue radici. ''Esiste un'evidente difficolta' nel ridefinire il ruolo del partito - conclude - ora in primo piano ci sono l'Ulivo, la maggioranza, il governo... Mi sembra che i Ds fatichino a ritrovare una loro collocazione e continuino invece ad attardarsi a seguire uno schema che era quello dei partiti della prima Repubblica''.

Molto critico e' il giudizio di Giorgio Mele, della sinistra interna. ''L'intervista mi e' parsa una risposta molto negativa di fronte alle cose che sono successe nelle ultime settimane ed e' animata da un principio sbagliato: D'Alema dovrebbe chiedersi perche' i senatori dei Ds hanno detto no alla commissione su Tangentopoli. Invece no''.

''Il metodo -afferma- torna ad essere quello di sempre e continua a non convincere: da un lato c'e' un segretario che sta dalla parte giusta, dall'altra ci sono gli altri che sbagliano perche' sono dei i dilettanti. Sarebbe piu' positivo affrontare la cosa discutendo e non scomunicando. La discussione politica non si fa con gli epiteti ma con gli argomenti''.

''Ricordo ancora - conclude Mele - quel 'grotteschi' pronunciato da D'Alema nei riguardi di un gruppo di senatori dei Ds che ai tempi della Bicamerale bocciarono una delle tante bozze Boato sulla giustizia. Quella volta nessuno ci offri' la solidarieta'. Forse, se invece fossero stati ascoltati, il papocchio della commissione su Tangentopoli non lo avremmo mai commesso''. (segue)

(Ruf/As/Adnkronos)