CAPITOL HILL: ATTENTATORE IN GRAVI CONDIZIONI
CAPITOL HILL: ATTENTATORE IN GRAVI CONDIZIONI

Washington, 25 lug. (Adnkronos/washington Post/dpa)- Si sarebbero aggravate le condizioni dell'autore della strage di ieri a Capitol Hill. Russell Weston, l'uomo che, in preda ad un accesso di follia, ieri pomeriggio ha aperto il fuoco al Congresso americano, uccidendo due poliziotti e ferendo una turista, era stato subito sottoposto a intervento chirurgico per le ferite riportate al petto e alle gambe nello scontro a fuoco con la polizia. E la prognosi, seppure riservata, non era drammatica. Weston, 41 anni, era ben noto agli uomini della sicurezza per le sue ripetute minacce al presidente Clinton ed e' stato descritto dai parenti come un soggetto paranoico.

Intanto la tragedia di ieri ha riaperto una vecchia polemica: le misure di sicurezza del congresso, ritenuto da sempre un luogo particolarmente vulnerabile ed esposto a gesti di follia o dimostrativi. E nella storia ce ne sono stati diversi a cominciare dal 1835 quando Richard Lawrence sparo' due colpi contro il presidente Andrew Jackson, che rimase illeso, fino all'ultimo clamoroso episodio del 1983, quando una bomba venne lanciata attraverso una finestra danneggiando la sala conferenze e l'ufficio di un senatore dall'Armed Resistence Unit per protesta contro gli interventi statunitensi a Grenada e in Libano. (segue)

(Ses/As/Adnkronos)