CAPITOL HILL: ''ATTO SELVAGGIO'', DENUNCIA CLINTON
CAPITOL HILL: ''ATTO SELVAGGIO'', DENUNCIA CLINTON

Washington, 25 lug. (Adnkronos/Dpa)- ''Un atto selvaggio di fronte alla porta della civilta' americana''. Cosi' il presidente Bill Clinton ha qualificato la sparatoria costata ieri al Congresso la vita a due agenti della polizia di Capitol Hill, Jacob Chestnut e John Gibson, tre figli ciascuno, uccisi dal 41enne Russell Weston Junior, uno squilibrato di Valmeyer, Illinois. Il Campidoglio, ha detto Clinton alla base aerea di Andrews, nel Maryland, ''e' un simbolo di democrazia ed incarna la nazione'' americana. Chestnut e Gibson, ha aggiunto il presidente, sono morti da ''eroi''.

Il ''Miami Herald'' ha intervistato il padre omonimo di Weston, che ha raccontato come il figlio giovedi' scorso avesse usato la stessa pistola ''Smith & Wesson'' calibro 38 usata il giorno dopo in Campidoglio per sparare ed uccidere una decina di gatti. Weston viveva pero' in una casetta nei boschi del Montana situata nei pressi della cittadina di Rimini. L'attentatore, noto al ''Secret Service'' per le minacce pronunciate pubblicamente in passato all'indirizzo di Clinton, viene dipinto come un individuo forastico affetto da paranoia e convinto di essere perseguitato dal governo federale. ''Un giorno -ha raccontato un conoscente- venne da me a casa per avvertirmi che il governo mi spiava attraverso l'antenna parabolica''. Weston e' piantonato in ospedale con ferite all'addome, alle gambe e alle braccia. Nella sparatoria e' rimasta ferita, al volto, anche una donna di 24 anni, Angela Dickerson, uno dei 28mila turisti che visitano ogni giorno il Campidoglio di Washington.

(Ses/As/Adnkronos)