KOSSOVO: SCONTRI ALLA FRONTIERA, ARRIVA LA TROIKA
KOSSOVO: SCONTRI ALLA FRONTIERA, ARRIVA LA TROIKA

Belgrado/Pristina, 27 lug. (Adnkronos/Dpa)- Continuano sanguinosi in Kossovo gli scontri tra le forze di sicurezza serbe ed i guerriglieri separatisti albanesi, mentre nel capoluogo kossovaro Pristina la diplomazia internazionale lavora per cercare una via d'uscita al conflitto. Il Centro informazioni serbo rende noto che sette combattenti dell'Esercito di liberazione del Kossovo (Uck) sono morti in uno scontro con le truppe di frontiera jugoslave al confine tra la Serbia e il Kossovo.

A Pristina e' nel frattempo arrivata la troika dell'Unione Europea, diplomatici di Austria, Gran Bretagna e Germania che si tratterranno tre giorni nel capoluogo della provincia meridionale serba a maggioranza etnica albanese. La troika ha in programma colloqui con il leader della Lega democratica del Kossovo, Ibrahim Rugova, che dovrebbe vedere oggi anche l'inviato americano Christopher Hill, ambasciatore in Macedonia. E da Belgrado il premier jugoslavo Momir Bulatovic, ex presidente del Montenegro e uomo di fiducia del presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, ha dichiarato che la Repubblica Federale di Jugoslavia e' pronta ad avviare un dialogo con i ''legittimi rappresentanti'' degli albanesi del Kossovo, vale a dire Rugova, ma non con ''bande che uccidono e sequestrano'', ovvero i guerriglieri dell'Uck.

Da Tirana il ministro degli Esteri albanese Paskal Milo ha accusato la Serbia di perseguire una politica di ''genocidio, repressione e pulizia etnica'' in Kossovo. Belgrado, secondo Tirana, avrebbe inoltre violato il diritto internazionale con le mine piazzate al confine serbo-albanese ''per impedire ai profughi del Kossovo di fuggire in Albania''.

(Ses/As/Adnkronos)