PORTELLA GINESTRA: 1950, LETTERA SU INCONTRO SCELBA-GIULIANO (3)
PORTELLA GINESTRA: 1950, LETTERA SU INCONTRO SCELBA-GIULIANO (3)

(Adnkronos)- I documenti giunti all'Antimafia, in parte rinvenuti nell'archivio-deposito scoperto a Roma in Circonvallazione Appia, confermano che indagini sui responsabili della strage presero ben presto la direzione della banda di Salvatore Giuliano, ma non mancarono le piste alternative: in un fonogramma del 20 settembre 1949 inviato dalla prefettura di Palermo al questore, si sottolineava che una ''fonte confidenziale'' aveva riferito che ''la strage sarebbe stata orchestrata dai comunisti per scopi politici esecrabili''. Per questo motivo il questore veniva invitato a ''riaprire le indagini orientandole in tale direzione''.

Le carte del Viminale dimostrano che le forze dell'Ordine erano ben consapevoli della pericolosita' della 'maffia'. In un rapporto del 1946, si parlava di questa ''organizzazione interprovinciale occulta'' precisando che ''la maffia ha creato uno Stato nello Stato per contrapporre la sua autorita' allo imperio della legge e per imporre deviazioni del retto costume, balzelli, spoliazioni ed altro, servendosi di sicari feroci e senza alcun ritegno''.

Non mancano pittoresche definizioni dell'inafferrabile Giuliano, descritto in una nota del 1 ottobre 1947 al capo della Polizia come ''una vera e propria tigre umana che ritiene come l'unica legge debba essere la raffica di mitra o il colpo di bomba a mano''. In un promemoria scritto il 16 maggio del '47, a quindici giorni dalla strage, l'ispettore generale di Ps per la Sicilia escluse che il ''pazzo sanguinario'' Giuliano avesse ''intenzioni omicide. Secondo le risultanze, il bandito voleva compiere solo un atto intimidatorio e non una strage''. Tant'e' vero che, a quanto riportarono i verbali dell'epoca, Giuliano (riconosciuto perche' indossava un impermeabile bianco da alcuni testimoni appartatisi nelle vicinanze con una prostituta) non esito' a scagliarsi contro uno dei responsabili della carneficina gridando: ''disgraziatu, chi facisti''.

(Mac/As/Adnkronos)