LEGA: ROCCHETTA, BOSSI FEUDATARIO DI NUOVO CONTRO IL VENETO
LEGA: ROCCHETTA, BOSSI FEUDATARIO DI NUOVO CONTRO IL VENETO

Milano, 16 set. - (Adnkronos) - Il mirino di Umberto Bossi e' puntato sul Veneto e precisamente sul segretario nazionale della Liga Veneta Fabrizio Comencini ma, a ben guardare, il copione che sta andando in scena sul 'carroccio' in questi giorni, sembra in larga parte ripreso da quello gia' visto all'inizio nella prima meta' degli anni '90 quando proprio Fabrizio Comencini 'conquisto' la Liga e da questa usci' il suo fondatore e padre nobile, Franco Rocchetta.

Ad affermarlo, pur con molti 'distinguo' fra se stesso e Comencini, e' lo stesso Rocchetta, oggi politicamente vicino al sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che quanto a obiettivita' puo' vantare sicuramente un pari grado di lontananza sia da Bossi sia da Comencini.

''Bossi fa quel che ha sempre fatto da quando ha raggiunto una posizione di vertice -afferma Rocchetta, intervistato dall'Adnkronos- ovvero impedire che si sviluppino all'interno della Lega normali carriere politiche ed impedire che si consolidino posizioni di forza oltre alla sua, 'feudi' in qualche modo blindati''.

''Non che a Bossi dispiaccia il feudalesimo, anzi lui guida la Lega proprio come un feudatario: mentre all'esterno si muove a cavallo fra nostalgie di tipo asburgico e di tipo napoleonico, rincorrendo l'idea di una nuova, grande Repubblica Cisalpina con capitale Milano -prosegue Rocchetta- ma i feudi interni li concede e li ritira come meglio gli conviene''. (segue)

(Car/Pn/Adnkronos)