FINANZIAMENTO PARTITI: MAGGIORANZA, VERSO 'CONGELAMENTO' LEGGE?
FINANZIAMENTO PARTITI: MAGGIORANZA, VERSO 'CONGELAMENTO' LEGGE?
CENTRO-SINSITRA, EVITARE ATTACCHI STRUMENTALI DEL POLO

Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - La nuova legge sul finanziamento della politica, appena approvata in commissione, potrebbe essere 'congelata'. Tale orientamento, a quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe emerso nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Antonio Maccanico, Mauro Guerra dei Ds, Tullio Grimaldi del Pdci, Rino Piscitello dell'Italia dei valori, Mauro Paissan dei Verdi, Giovanni Crema dei Socialisti democratici, Luciana Sbarbati, ex Rinnovamento italiano e ora nel gruppo misto, il sottosegretario Elena Montecchi.

Non si tratterebbe di un ripensamento 'tecnico' sulle nuove norme in materia di rimborsi elettorali, bensi' della scelta politica di non prestare il fianco ad ''attacchi strumentali'' da parte del centro-destra proprio in vista del voto europeo. Sarebbe un vero e proprio ''suicidio politico'' per la maggioranza, secondo l'Idv, fornire pretesti cosi' forti al Polo quando poi quelle stesse forze usufruirebbero comunque del finanziamento pubblico.

Anche per i Verdi sarebbe inopportuno regalare al Polo una facile critica, consentendo allo stesso di non rinunciare ai fondi previsti per legge. D'accordo anche lo Sdi, secondo il quale ''il Polo e' pronto ad incassare i soldi, salvo poi accusare di furto i partiti della maggioranza''. Le forze del centro-sinistra si sono comunque riservate di prendere una decisione nelle prossime ore, ribadendo la necessita' di giungere ad un pronunciamento comune. Si riprenderebbe il discorso ''al di fuori degli usi strumentali e demagogici'', e quindi dopo la campagna elettorale per le europee.

Potrebbero allora essere due i percorsi da seguire: o il provvedimento resta in commissione (e questa potrebbe essere una decisione di competenza della Conferenza dei capigruppo convocata per domani), oppure si potrebbe procedere secondo la calendarizzazione, mandando in aula fin da giovedi' prossimo il provvedimento per le questioni pregiudiziali, far svolgere il dibattito generale da venerdi', ma non contingentare i tempi per gli emendamenti, facendo di fatto slittare l'iter del provvedimento. Del resto, dalla stessa opposizione giungono richieste in tal senso, motivate dal fatto che la prassi seguita dalla commissione Affari costituzionali non ha rispettato i tempi della fase istruttoria assegnati alle commissioni dal nuovo regolamento.

(Rgg-Fer/Pn/Adnkronos)