RIFORME: VESCOVI NORD-EST INSISTONO, VOGLIAMO IL FEDERALISMO
RIFORME: VESCOVI NORD-EST INSISTONO, VOGLIAMO IL FEDERALISMO
DISATTENDERE PROMESSE SIGNIFICA DELUDERE ANCORA I CITTADINI

Roma, 2 mar. (Adnkronos) - Le diocesi del Nord-Est tornano alla carica per chiedere nuovamente alle istituzioni italiane il federalismo. ''Che se ne parli non ci basta. Poiche' crediamo alle ragioni delle autonomie locali, vogliamo andare avanti''. Non accenna proprio a placarsi la polemica sollevata dai settimanali diocesani del Triveneto (con la benedizione dei vescovi): a distanza di tre mesi dal primo appello alle forze politiche (ripreso anche dal cardinale Camillo Ruini nella prolusione dell'ultimo Consiglio permamente della Cei), i direttori delle 15 testate cattoliche scendono nuovamente in campo firmando congiuntamente un editoriale intitolato, a scanso di equivoci, ''Autonomia, avanti tutta. Chi ci sta batta un colpo''.

Le diocesi del Nord-Est non esitano poi a 'bacchettare' le forze politiche per avere affossato la riforma federalista che era stata messa a punto dalla Bicamerale. ''Piu' si approfondisce il dibattito, piu' ci si accorge che al di la' delle affermazioni formali, forze politiche, apparati amministrativi, organizzazioni sociali, di fatto oppongono una forte resistenza a riforme in senso federalista -affermano i direttori dei settimanali- La ragione di fondo e' evidente: una grossa fetta di potere sfuggirebbe dalle mani di chi lo ha gestito finora. Inoltre il cambiamento costringerebbe a modificare la mentalita' tipica del sistema burocratico e degli organismi fortemente centralizzati: con le autonomie, i referenti primi non sono piu' gli apparati centrali, ma gli enti locali, il territorio con le sue peculiarita'''.

E proprio per esortare i politici a inserire nel calendario dei lavori parlamentari il dibattito sulla riforma federalista, le diocesi del Nord-Est si mobilitano in blocco per chiedere ai deputati di sottoscrivere nuovamente l'articolo 57 (il cosiddetto federalismo a geometrie variabili) della bozza della Commissione Bicamerale per il progetto di revisione della COstituzione. Un articolo che il 23 aprile del 1998 era stato approvato a grande maggioranza a Montecitorio (280 i voti favorevoli, 31 i contrari e 8 gli astenuti).

(Sin/Gs/Adnkronos)