PAROLE: ''PARACULO'' DIVIDE ACCADEMICI ITALIANI E TEDESCHI
PAROLE: ''PARACULO'' DIVIDE ACCADEMICI ITALIANI E TEDESCHI
DISPUTA LINGUISTICA FINISCE SU AUTOREVOLE RIVISTA SOCI CRUSCA

Roma, 4 mar. (Adnkronos) - ''Paraculo'' divide accademici tedeschi e italiani. Oggetto della contesa e' l'origine della parola -registrata nei piu' aggiornati vocabolari della lingua italiana- nel significato di ''furbo; chi sa volgere le situazioni a proprio vantaggio''. Da un lato il professor Edgar Radtke, docente di linguistica romanza all'universita' di Heildeberg, ipotizza che il termine sia di conio piuttosto recente (circa 30 anni fa), circolato prima nel gergo dei drogati a Roma, dal quale sarebbe stato poi preso in prestito dal linguaggio giovanile all'inizio degli anni Ottanta. Dall'altro lato il dottor Luca Lorenzetti, ricercatore di linguistica generale all'universita' della Tuscia, sostiene che il sostantivo sarebbe presente almeno da 170 anni nella Capitale, anche se la sua ampia diffusione risalirebbe al secondo dopoguerra, come mostrano le attestazioni letterarie riportate da Pier Paolo Pasolini e Aldo Palazzeschi.

La disputa lessicale -a colpi di interpretazioni ma anche di documenti inediti- e' finita sulle pagine della rivista ''Studi linguistici italiani'', diretta da due storici della lingua italiana di grande autorevolezza, Luca Serianni e Arrigo Castellani, entrambi membri dell'Accademia della Crusca: il primo docente all'universita' ''La Sapienza'' di Roma, il secondo professore emerito all'universita' di Firenze, considerato il severo custode del purismo toscano.

Per Lorenzetti, l'ipotesi di Radtke che gli ambienti della tossicodipendenza abbiano fatto da tramite all'ingresso di ''paraculo'' nell'italiano giovanile e' ''un'eventualita' tra le tante''. Lo studioso italiano ha accertato che l'attestazione piu' antica di ''paraculo'', ma con il significato di ''sodomita passivo'', risale intorno al 1830: lo dimostra il manoscritto di un poemetto romano di 150 sonetti, di ignoto autore, scoperto dallo stesso Lorenzetti alla Biblioteca Casanatense di Roma. Sarebbero stati, dunque, ambienti nei quali l'omosessualita' maschile era frequente ad operare, in forma sconosciuta nel corso dei decenni, la trasformazione della parola, fino a farle assumere il significato di ''furbo''. Radtke, per contro, ribadisce la sua convinzione: ''paraculo'' sarebbe nato negli ambienti della prostituzione e delle borgate di Roma nei primi anni Cinquanta del nostro secolo, passando poi nel gergo dei drogati, prima di essere assunto dal recente lessico giovanile.

(Pam/As/Adnkronos)