PENA DI MORTE: WALTER LAGRAND, 18 MINUTI DI AGONIA
PENA DI MORTE: WALTER LAGRAND, 18 MINUTI DI AGONIA

Florence, 4 mar. (Adnkronos/Dpa) - Diciotto minuti di agonia: ha tossito, ha scosso il capo ripetutamente, ha cercato di trattenere il respiro poi la testa e' caduta in avanti, un ultimo colpo di tosse, l'ultimo sforzo per riportarsi in posizione eretta. Cosi' il tedesco Walter LaGrand, 37 anni, e' morto nella camera a gas della prigione di stato dell'Arizona, dopo una sospensione dell'esecuzione di undici ore.

''Spero che i miei cari possano trovare pace, e perdono coloro che si trovano qui ora e spero di poter essere perdonato anche'io nella mia prossima vita'', queste le ultime parole dell'uomo condannato a morte per aver ucciso, insieme al fratello, il direttore di una banca durante una rapina nel 1982. Il 35enne Karl LaGrand e' stato giustiziato il 25 febbraio scorso per mezzo dell'iniezione letale, dopo che il suo desiderio di mettere fine alla propria esistenza nella camera a gas aveva fermato per poche ore la macchina della morte perche' tale mezzo e' considerato crudele ed incostituzionale. La Corte Suprema pero' ha ribaltato la sospensione decisa da una corte d'appello di San Francisco ordinando l'esecuzione per iniezione letale. In realta' Walter avrebbe potuto scegliere l'iniezione letale, ma ha preferito la camera a gas come forma di protesta contro la pena di morte.

Completamente ignorate le richieste di grazia e di sospensione presentate dal Tribunale internazionale dell'Aja, dal governo tedesco e personalmente dai ministri degli Esteri e di Giustizia tedeschi nonche' dallo stesso presidente tedesco. Il governatore dell'Arizona, la signora Jane Hull, non ha voluto sentire ragioni: ''Sono stati trattati allo stesso modo dei condannati americani''. (segue)

(Giz/Pe/Adnkronos)