MUBARAK: RACCONTA IL FALLITO ATTENTATO DI PORTO SAID
MUBARAK: RACCONTA IL FALLITO ATTENTATO DI PORTO SAID

Il Cairo, 9 set. (Adnkronos/Dpa)- Un attacco con un coltello e una bottiglietta, forse piena di acido. Il presidente egiziano che respinge con la mano l'aggressore e la guardia del corpo che si slancia per disarmarlo. A due giorni del fallito attentato alla vita del presidente egiziano a Porto Said, lo stesso Hosni Mubarak, rimasto leggermente ferito al braccio, ha raccontato alcuni dei dettagli piu' drammatici al quotidiano al-Gomuhiria.

''E' iniziato mentre stavo salutando la gente dal finestrino dell'auto -ha raccontato Mubarak- quando l'uomo si e' precipitato verso la mia macchina. Ha rovesciato sull'auto un liquido che aveva in una bottiglietta e mi ha pugnalato nel braccio. L'ho respinto indietro energicamente con la mano. Il capo della scorta, che siede nel sedile davanti, e' saltato giu' e si e' confrontato con quella persona, cercando di strappargli il coltello di mano. E' stato anche lui ferito, ad una delle dita, e cio' ha richiesto dei punti''.

Mubarak ha poi smentito che l'uomo avesse in mano una qualsiasi richiesta scritta da sottomettergli, come riferito da alcuni testimoni. ''Aveva una bottiglia e uno strumento affilato, e il modo con il quale ha attaccato l'auto non indicava che avesse una richiesta da presentare. Aveva l'aria violenta e aggressiva''- ha proseguito il presidente, raccontando infine che il suo aggressore e' stato e' stato abbattuto con sette pallottole dalle guardie. (segue)

(Civ/As/Adnkronos)