ANDREOTTI: AL CSM SI ESCLUDE INTERVENTO 'D'UFFICIO' MA...
ANDREOTTI: AL CSM SI ESCLUDE INTERVENTO 'D'UFFICIO' MA...
SE CI SARA' ESPOSTO ''DOVRA' TROVARE ADEGUATE RISPOSTE''

Roma, 25 set. (Adnkronos) - Nessun ''intervento d'ufficio'' del Csm sui magistrati del processo Pecorelli. Ma certamente ''se qualcuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda riterra' di investirne il Csm, dovra' trovare adeguata risposta''. E' questa l'indicazione che, il giorno dopo la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'Assise di Perugia per tutti e sei gli imputati, viene dall'organo di autogoverno della magistratura.

''Questa sentenza -osserva il consigliere laico Michele Vietti (Ccd)- e' di assoluzione per Andreotti, ma di condanna di due teoremi: quello che pretendeva di affidare ai giudici il compito di processare la storia del nostro Paese e quello che pretendeva di fondare le incriminazioni sul sistema dei pentiti. Questa decisione -ammonisce- deve indurre a un profondo ripensamento sul ruolo della magistratura, in modo da stabilire una volta per sempre che non tocca ai magistrati fare i processi alle responsabilita' politiche. L'altro ripensamento deve riguardare una profonda revisione della legislazione sui pentiti, stroncando ogni tentazione di uso strumentale delle loro dichiarazioni''.

''Dire di no ai processi 'politici' e all'uso disinvolto dei pentiti vuol dire anche -sostiene Vietti- accertare se chi lo ha fatto ne deve rispondere all'organo di autogoverno, a cui pure dopo questa pronuncia spettera' avviare una verifica. Se qualcuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda riterra' di investirne il Csm, dovra' trovare adeguata risposta''. (segue)

(Arc/As/Adnkronos)