DS: VELTRONI, MAI PIU' CONSOCIATIVISMO MA RIFORMISMO DOC (3)
DS: VELTRONI, MAI PIU' CONSOCIATIVISMO MA RIFORMISMO DOC (3)
CENE E INCIUCI ADDIO, CONFRONTO ISTITUZIONALE NELL'ALTERNANZA

(Adnkronos) - ''Noi vogliamo anche in Italia, come in tutto l'occidente democratico che le forze politiche si rispettino. Sappiamo collaborare sul piano istituzionale e -continua Veltroni- siano ugualmente capaci di conflitto duro e leale sul piano politico e programmatico. E possano tranquillamente alternarsi al governo del Paese''. Sta qui la differenza tra la sinistra e la destra. ''Noi abbiamo sempre distinto tra la polemica politica e il dialogo istituzionale. Mai ci e' venuto o ci verrebbe in mente di attaccare Fini ricordandogli il suo passato. Non abbiamo mai strumentalizzato le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i nostri avversari politici, ne' mai lo faremo''.

Dunque, ''di fronte all'arroganza'' del leader di Forza Italia, Veltroni rilancia la parola d'ordine del conflitto di interessi e il confronto politico-programmatico con la destra. ''Questa e' la mia risposta, quella che darebbe un leader di qualsiasi forza europea. L'anomalia italiana -fatta di insulti pubblici e cene private- la considero un retaggio di un passato che spero non ritorni'', afferma il segretario dei Ds alludendo forse alla famosa cena sulle riforme in casa di Gianni Letta.

Chiarito il rapporto con il Polo, Veltroni si concentra sul centro-sinistra al governo. E traccia il bilancio dei tre anni e mezzo dei governi del centro sinistra, che hanno risanato l'economia e fatto entrare l'Italia in Europa. ''L'occupazione -sottolinea- e' aumentata di 600 mila unita' ma non basta ancora, occorre maggiore flessibilita'nel mercato del lavoro. Non a colpi di referendum pero'. ''Essi vengono presentati come battaglie di liberta': ma non e'una bella liberta' quella di licenziare senza una giusta causa un lavoratore come fosse un ferro vecchio scassato. E non e' una bella liberta'quella di diminuire la sicurezza su lavoro in un Paese che ha il triste record delle morti bianche. Non c'e' buona liberta' quando il diritto di molti e' schiacciato dalla liberta' di pochi''. (segue)

(Ruf/Pe/Adnkronos)