NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE (3) - L'INTERNO
NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE (3) - L'INTERNO

Torino. Le affermazioni fatte dal segretario dei Ds Walter Veltroni in una lettera inviata ad un quotidiano, e cioe' che ''comunismo e liberta' sono incompatibili'' sono per il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ''affermazioni importanti che fanno onore a chi le ha pronunciate''. A Torino per partecipare all'appuntamento subalpino con il mese della sicurezza promosso da An, Fini ha aggiunto: ''Mi chiedo come faccia pero' l'onorevole Veltroni a non rendersi conto che lui determina il governo italiano insieme a Cossutta e magari fra qualche tempo dara' vita ad alleanze regionali insieme a Bertinotti. Invito Veltroni ad essere coerente: se comunismo e liberta' sono incompatibili non si sta al governo con chi e' dichiaratamente e orgogliosamente comunista perche', altrimenti, se non c'e' coerenza, l'affermazione di Veltroni, che ho definito giusta coraggiosa e che gli fa onore, e' una affermazione destinata a rimanere sulla carta''.

Torino. E' una valutazione che non condivido, che non trova fondamento nella realta' storica di questo secolo''. Cosi' il leader dei Comunisti Italiani, Armando Cossutta, a Torino per partecipare alla conferenza nazionale sulla sicurezza, alla quale e' intervenuto anche il ministro della Giustizia, Oliviero Diliberto, commenta le affermazioni del segretario dei Ds, Walter Veltroni che in un contributo ad un quotidiano torinese ha affermato che comunismo e liberta' sono incompatibili. Con questa pacatezza siamo comunque pronti -ha aggiunto Cossutta- ad aprire un confronto e un dibattito che deve vedere non solo noi comunisti italiani eredi della storia comunista in Italia. Questo sarebbe per noi una grande responsabilita' ma anche un onore esagerato perche' dell'eredita' comunista devono essere coinvolte tutte le forze che nella sinistra italiana hanno combattuto per grandi valori e grandi principi''.

Abano Terme. Si cerchi tutta la verita' sulle spie del Kgb ma non si ceda all'odio civile, il Paese ha piuttosto bisogno di coesione civile. E' questo il forte monito lanciato dal presidente della Camera Luciano Violante dal palco dell'assemblea straordinaria del Cdu. ''Io cercherei di spingere al massimo, se fosse possibile, perche' ci sia la commissione di inchiesta piu' grande di questo mondo, perche' si capisca tutto -ha auspicato Violante- ma evitiamo due rischi: il primo e' che si usi questa cosa per non fare invece le cose concrete di cui il Paese ha bisogno, come la finanziaria e le riforme. Il secondo e' che si usi l'alibi che bisogna fare le cose concrete per non fare appunto la commissione di inchiesta. Si faccia una cosa e si faccia anche l'altra -ha sottolineato ancora Violante- perche' altrimenti il Paese resta stordito di fronte a quello che sta succedendo''.

Torino. Chiediamo che la commissione abbia un ambito di indagine che non sia ristretto ad una vicenda molto marginale e una durata temporale cosi' breve e limitata''. Gianfranco Fini, a Torino per partecipare all'appuntamento subalpino con il mese della sicurezza promosso da An, afferma che il Polo non ha bocciato la commissione di inchiesta sul Kgb, ma chiede che abbia poteri piu' ampi. ''Ho trovato grave -ha ribadito Fini- che l'oggetto della commissione fosse esclusivamente il dossier Mitrokhin perche' quello e' una piccolissima questione, anche se importante, rispetto al rapporto che per quattro decenni ha avuto il comunismo italiano nei confronti dell'Unione Sovietica. Noi chiediamo che la commissione abbia la possibilita' di ricostruire storicamente, e quindi di indagare, vicende che non sono solo quelle connesse al dossier''. Inoltre, dice il presidente di An, ''non accettiamo che la commissione abbia ambito e tempi ristretti: in sei mesi di calendario, con un ambito cosi' ristretto, non si fa assolutamente nulla''.

Milano. Il Parlamento dovra' essere chiamato ad indicare le prorita' per fare fronte ai problemi della criminalita' e della giustizia nel nostro Paese. E il governo dovra' prima spiegare cosa ha fatto nell'ultimo anno. Silvio Berlusconi celebra a Milano il 'security day' di Forza Italia. E chiede che i ministri della Giustizia e dell'Interno presentino alle Camere ''una relazione dettagliata'' sull'attivita' in materia giudiziaria e nella lotta alla criminalita'. Il Parlamento dopo avere preso visione di queste due relazioni, secondo Berlusconi, dovra' indicare priorita' e indirizzi per fare fronte ai problemi della giustizia e della sicurezza. Il programma presentato a grandi linee oggi e', ha detto il leader di Fi, aperto a tutte le foze sociali ed istituzionali del Paese. Prevede fra l'altro incentivi alla produttivita' per le forze dell'ordine ed in particolare per quei commissariati che, nell'arco dell'anno, raggiungono obiettivi prefissati.

Napoli. Non osteggia direttamente il 'Security day' ma auspica che al di la' delle manifestazioni sul problema della sicurezza ci sia maggiore collaborazione e coordinamento tra maggioranza e opposizione. Da Napoli, dove ha partecipato al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, il ministro degli Interni Rosa Russo Jervolino commenta: ''si puo' anche fare il 'Security day' ma l'importante e' che poi vi sia il lavoro parlamentare''. Il ministro non vuole commentare troppo l'iniziativa ''ognuno usa il metodo che crede'' afferma, e fa sapere che decisioni e iniziative saranno prese solo dopo essere entrati nel merito delle richieste specifiche. ''Aspetto di sentire che cosa si propone -dice il ministro- io valuto ex post, non ex ante. Non rassomiglio al Polo che boccia le proposte del governo prima che il governo stesso le formuli. Valuteremo quello che proporranno con grandissima attenzione''. (segue)

(Sin/Zn/Adnkronos)