ISRAELE: PRESIDENTE WEIZMAN, RADIO IPOTIZZA DIMISSIONI
ISRAELE: PRESIDENTE WEIZMAN, RADIO IPOTIZZA DIMISSIONI

Gerusalemme, 12 gen. - (Adnkronos/Dpa) - Crescono le speculazioni in Israele sulla possibilita' che il presidente Ezer Weizman decida di dimettersi, piuttosto che affrontare una imbarazzante inchiesta su uno scandalo finanziario. Secondo la radio, solitamente ben informata, l'ufficio della procura di Stato avrebbe proposto un patto al presidente: in caso di dimissioni non verra' interrogato sul dono di 450mila dollari ricevuto dal miliardario francese Eduard Sarousi. Ma il procuratore generale Eliakim Rubinstein ha smentito, assicurando il pubblico che sulla vicenda vi sara' una accurata inchiesta. Finora Weizman ha dichiarato di non volersi dimettere.

Secondo l'emittente, l'accordo prevede che, in caso di dimissioni, l'ufficio della procura di Stato pubblichi un rapporto in base al quale Weizman non ha reso pubblico il dono perche' gli e' stato detto che non era necessario. L'avvocato Hanina Brandes, che avrebbe dato il consiglio al presidente israeliano, e' stato convocato negli uffici della procura di Stato.

Weizman ha ammesso di aver ricevuto denaro da Sarousi, anche se ha parlato solo di 284mila dollari, e ha spiegato che i suoi avvocati gli hanno detto che non vi era nulla di male ad accettarli. Ieri il presidente ha consegnato tutta la documentazione all'avvocato di Stato Edna Arbel.

Si ritiene che Weizman abbia ricevuto la somma nel corso di vari anni, quando era deputato e ministro, prima di essere eletto presidente la prima volta nel 1993. Secondo Yaov Itzhaki, il giornalista che ha sollevato lo scandalo due settimane fa, Weizman ha continuato ad utilizzare i fondi anche dopo essere diventato presidente.

La chiave dell'intera vicenda e' sapere se Weizman ha incluso il dono nella sua ''dichiarazione dei beni posseduti'' del 1992. In base alla legge israeliana, ogni deputato ha 60 giorni di tempo dopo elezioni per rendere pubblici tutti i suoi beni in dettaglio (capitali, proprieta', debiti, prestiti, redditi da altre fonti). Una simile dichiarazione va resa entro 60 giorni da un importante cambiamento nella propria situazione finanziaria e dal ritiro dalla Camera. Weizman si dimise da deputato nel 1992.

(Civ/Zn/Adnkronos)