M.O.: ACCOLTO FREDDAMENTE IN PATRIA, BARAK CONTRATTACCA
M.O.: ACCOLTO FREDDAMENTE IN PATRIA, BARAK CONTRATTACCA

Gerusalemme, 12 gen. - (Adnkronos) - Accolto freddamente in patria al suo ritorno dal secondo round di colloqui con la Siria, il primo ministro israeliano Ehud Barak contrattacca. Apparso sui due principali canali televisivi israeliani e alla Cnn, ha dichiarato che il negoziato con la Siria ha raggiunto ''un punto decisivo'', nel quale entrambe le parti dovranno prendere decisioni difficili, e aggiunto che se si arrivera' all'accordo ci sara' un incontro, e una stretta di mano, con il presidente siriano Hafez Assad.

Israele -ha spiegato- non si e' impegnata politicamente con la Siria a ritirarsi dal Golan. La profondita' del ritiro dipendera' dall'ampiezza della sicurezza e dalla normalizzazione delle relazioni. Nessuna questione verra' decisa separatamente. Barak ha poi invitato gli israeliani a non concentrarsi sugli aspetti formali dei suoi colloqui con il ministro degli Esteri siriano Faruk el Sharaa, il quale si e' finora rifiutato di stringergli la mano. Se ci sara' l'accordo -ha detto- ''e' chiaro che si arrivera' ad un momento in cui il presidente Assad ci dovra' incontrare e ci sara' una stretta di mano''.

Preceduto nel suo arrivo da una imponente manifestazione di Tel Aviv, che ha radunato fra le 100 e le 200mila persone decise a protestare contro l'eventuale restituzione del Golan alla Siria, Barak si e' mostrato sicuro di poter guadagnare il consenso dei suoi compatrioti, una volta raggiunto l'accordo. (segue)

(Civ/Zn/Adnkronos)