OCALAN: DALL'ARRIVO IN ITALIA ALLA SOSPENSIONE DELLA PENA (2)
OCALAN: DALL'ARRIVO IN ITALIA ALLA SOSPENSIONE DELLA PENA (2)

(Adnkronos) -

- 16 febbraio: le immagini di Ocalan stordito, legato e imbavagliato su un aereo che lo riporta in Turchia - dopo quasi vent'anni di latitanza - fanno il giro del mondo. Esplode la protesta dei curdi: vengono assaltati i consolati e le ambasciate greche in Europa e anche nel Nord america, la Grecia e' accusata di aver consegnato ''Apo'' ai turchi. Il leader curdo viene rinchiuso nell'isola prigione di Imrali, nel mar di Marmara, dove e' l'unico detenuto tra cinquemila agenti che lo sorvegliano. Inizia a confessare, a chiedere la fine della lotta armata e iniziano le proteste dei difensori, ai quali viene consentito di vederlo raramente e per pochissimo tempo.

- 24 marzo: ad Ankara si tiene l'udienza preliminare del processo. Ocalan viene accusato di tradimento e separatismo, reati per i quali rischia la pena di morte.

- 18 aprile: si tengono le elezioni in Turchia: E' il trionfo del Partito della sinistra democratica (Dsp) del primo ministro Bulent Ecevit - l'uomo che ha portato alla cattura di ''Apo'' - e del Movimento dell'azione nazionalista, di estrema destra, che chiede la testa di Ocalan.

- 31 maggio: si apre il ''processo del secolo''. Nonostante le pressioni dell'Unione Europea e della Corte per i diritti umani, vengono ammessi solo 12 osservatori internazionali e pochissimi giornalisti, nessun italiano. Ocalan rivolge un appello ai guerriglieri perche' depongano le armi e si dice pronto a servire lo stato turco. (segue)

(Ses/Zn/Adnkronos)