INDONESIA: USA, L'ESERCITO NON FERMI DEMOCRAZIA
INDONESIA: USA, L'ESERCITO NON FERMI DEMOCRAZIA

New York, 14 gen. (Adnkronos/Dpa) - I vertici militari indonesiani non si devono opporre al processo di democratizzazione nel paese, ed in particolare alle inchieste sulle violazioni dei diritti umani commessi a Timor est. Lo ha detto oggi l'ambasciatore americano presso l'Onu, Richard Holbrooke, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, specificando che ''i militari che cercano di difendere se stessi devono capire che faranno crollare l'intera casa se continueranno a persistere nell'ostruire la giustizia''.

Cosi' costituiscono ''un passo nella giusta direzione'' le dimissioni ordinate dal presidente Abdurrahman Wahid del portavoce dell'esercito, il generale Sudradjat, che aveva criticato pubblicamente il presidente per aver interferito nelle forze armate. Ma -ha aggiunto Holbrooke- ancora molto deve essere fatto perche' si faccia completa luce sulle responsabilita' dei massacri e delle distruzioni commesse dalle milizie filoindonesiane prima e dopo il referendum per l'indipendenza di Timor est.

Wahid ha mantenuto ancora in carica il generale Wiranto, il potentissimo ministro della Difesa e capo delle Forze armate di Suharto e del dopo Suharto, che nel nuovo governo e' stato declassato ad un ministero di minor importanza. A Giacarta circolava la voce che il presidente si preparava a licenziare anche Wiranto, messo sotto inchiesta dalla commissione indonesiana incaricata dal governo di indagare sui crimini commessi a Timor. Una commissione con cui Wahid spera di evitare che un tribunale internazionale dell'Onu metta sotto inchiesta l'esercito indonesiano, a seguito dell'inchiesta da parte di una commissione inviata dal Palazzo di Vetro.

(Ses-Nut/Zn/Adnkronos)