GIORDANO BRUNO: IL PAPA ROMPE IL SILENZIO MA NON LO RIABILITA
LETTERA DI WOJTYLA AL SUMMIT DEGLI STORICI E TEOLOGI A NAPOLI

Citta' del Vaticano, 16 feb. - (Adnkronos) - Giovanni Paolo II rompe il silenzio sul caso di Giordano Bruno. Sollecitato da piu' parti in ambito cattolico, dai Gesuiti ai Paolini, il Papa ha deciso di intervenire a 400 anni esatti dal rogo dell'ex frate domenicano. A sopresa inviera' - secondo quanto ha appreso l'Adnkronos da fonti vaticane - un significativo messaggio al convegno ''Giordano Bruno oltre il mito e le opposte passioni, una ricognizione storico-teologica'', che si terra' domani e dopodomani a Napoli presso la Facolta' Teologica dell'Italia Meridionale.

Il messaggio, sotto forma di lettera, e' firmato, a nome del pontefice, dal cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato della Santa Sede, che ne e' l'estensore. Non conterrebbe nessuna riabilitazione del pensiero bruniano: il filosofo di Nola fu considerato, infatti, ''eretico impenitente'' dal Sant'Uffizio e per questo consegnato dall'Inquisizione al braccio secolare per l'esecuzione della condanna a morte, avvenuta durante il Giubileo del 1600, il 17 febbraio a Campo de' Fiori a Roma. Dopo la condanna ratificata da Clemente VIII e' la prima volta che un pontefice affronta di nuovo il caso in maniera specifica.

La Chiesa esclude ogni 'riabilitazione' - come e' avvenuto, invece, per il caso Galileo Galilei - in quanto tuttora le idee di Bruno ''restano anticristiane'', come ha spiegato padre Georges Cottier, teologo della Casa Pontificia, uno dei piu' stretti collaboratori di Giovanni Paolo II che domani interverra' proprio al convegno napoletano. Il Papa dovrebbe soffermarsi sulla necessita' di contestualizzare l'ambiente di vita e di studio in cui opero' Bruno al fine di fare piena luce su quanto accadde 4 secoli fa. Allo stesso modo Wojtyla dovrebbe chiedere una riflessione sull'atteggiamento della Chiesa nei confronti del filosofo -come ha pochi giorni fa ha auspicato il cardinale Paul Poupard- in particolare rammaricandosi e deplorando l'uso della coercizione e di metodi violenti perche' contrari alla verita' evangelica. (segue)

(Gia-Pam/Rs/Adnkronos)