BIOTERRORISMO: DOPPIE LE VITTIME PER ATTACCO BATTERIOLOGICO
BIOTERRORISMO: DOPPIE LE VITTIME PER ATTACCO BATTERIOLOGICO
ESPERTI A VENEZIA DISCUTONO SUI RISCHI

Venezia, 31 mar. (Adnkronos) - Virus e batteri killer sono armi pericolose quanto quelle nucleari, ma piu' economiche. ''Un attacco batteriologico -afferma Graham Pearson, docente di Sicurezza internazionale dell'Universita' di Bradford (Gran Bretagna), intervenuto a Venezia alla Conferenza ''Ulysses in the Third Millennium'' - con solo 30 kg di antrace puo' fare dai 20.000 agli 80.000 morti, contro i 40.000 di un attacco nucleare della potenza di 20 kilotoni''. Numeri ancora piu' importanti, se confrontati con l'effetto letale di una tonnellata di esplosivo (6 vittime) e di 300 grammi di sarin (200-3.000 morti).

Dagli attacchi alla metropolitana di Tokyo alle minacce dell'Iraq, si tratta di un pericolo da non sottovalutare secondo gli esperti. Anzi, le nazioni devono prepararsi a combattere, inasprendo la legislazione contro il bioterrorismo e formando la popolazione sui rischi e sui comportamenti piu' corretti in caso di attacco. Le autorita' sanitarie devono essere preparate a diagnosticare e ad affrontare queste malattie, che non sono molto frequenti e, se non riconosciute in tempo, causano i danni maggiori. Ad esempio, nel caso dell'antrace, se la malattia non e' trattata entro le 24 ore dall'esposizione, le probabilita' di sopravvivenza sono quasi nulle. Questo il messaggio degli esperti di bioterrorismo, protagonisti oggi di una sessione del meeting veneziano, che puntano sulla formazione dei medici e dei sanitari e sull'adeguamento delle strutture sanitarie.

''Occorre ricordare che il terrorismo biologico rappresenta il piu' grande pericolo. Proprio il fatto di essere semplici da acquistare rende queste armi appetibili per i terroristi -aggiunge il medico- e bisogna migliorare anche i nostri sistemi di rilevamento''. Il fatto che i loro effetti non siano perfettamente controllabili fara' preferire ai terroristi batteri e virus ''tradizionali'' e dall'efficacia testata a quelli geneticamente modificati, nuovi e ancora sperimentali. Ma anche questi possono essere letali e gli esperti riuniti al convegno che si chiude oggi invocano piani internazionali per tenere tesa a questo pericolo.

(Sin-Mem/Gs/Adnkronos)